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E RICORDIAMO ANCHE UN ALTRO 8 MAGGIO

Quello di due anni fa.

Nick Berg prima di morire è stato costretto a presentarsi legato davanti alla telecamera. "Mi chiamo Nick Berg, mio padre si chiama Michael e mia madre Suzanne", dice l'uomo nel video. "Ho un fratello e una sorella, David e Sara. Vivo a Filadelfia". Poi i cinque aguzzini gli puntano il coltellaccio al collo. Si sente un grido mentre gli uomini lo decapitano: "Allah Akhbar", Allah è grande.
La testa tagliata viene quindi esibita come un trofeo e un lungo messaggio accompagna le immagini.
Berg era andato in Iraq da civile per aiutare a ricostruire le antenne della rete di comunicazioni irachene e dal 9 aprile non aveva più dato notizie. "Aveva questa idea, che poteva aiutare nella ricostruzione delle infrastrutture", ha detto Suzanne, la madre.

Nick Berg aveva ventisei anni. Era ebreo – come Daniel Pearl. Forse un caso. O forse no. Daniel Pearl doveva essere pesantemente drogato: ho visto il video, e durante tutto il tempo non ha la minima reazione. Nick Berg invece, mi è stato detto, doveva essere ben sveglio e ha urlato fino al momento della morte in maniera orrenda: forse la sola morte era troppo poco per espiare la colpa di essere americano, e per giunta ebreo. O forse c’era troppo poco gusto a uccidere qualcuno che non si rende neanche conto di ciò che gli sta accadendo e che comunque non sta soffrendo abbastanza. Forse il loro Allah non era abbastanza glorificato da una morte semi-indolore. Forse. Chissà.



barbara

Pubblicato il 8/5/2006 alle 18.24 nella rubrica Diario.

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