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TOTALMENTE INCOSCIENTE

La mia amica H. è andata all’ospedale a trovare una zia, che è stata colpita da un gravissimo ictus. È totalmente incosciente, le hanno detto. Non si muove, non parla, non vede, non sente, non percepisce. H. ora è lì, di fianco al letto, e guarda mestamente quella sua povera zia, fino a poco prima tanto attiva ed energica e ora ridotta a un vegetale. Ad un tratto la zia alza un braccio, l’unica cosa che è ancora in grado di muovere, raggiunge la mano di H., la afferra, la solleva e poi, con un gesto secco, la butta via. Un movimento automatico e inconscio, pensa H., come un tic, come quando una persona che ne è affetta strizza gli occhi, o stira un angolo della bocca. Ma poco dopo il gesto si ripete, identico, e H. comincia a chiedersi se sia davvero automatico e inconscio. Si chiede se la zia non stia in realtà, coscientemente, tentando di comunicarle qualcosa. Ma che cosa? Ancora qualche istante, e il gesto si ripete per la terza volta, e finalmente le viene un’idea: che le stia per caso suggerendo qualcosa che deve fare lei? Ci pensa su, la guarda, gira intorno al letto, alza la coperta ed ecco: una gamba è messa malamente di traverso sopra l’altra. Delicatamente la solleva, la raddrizza e la posa di fianco all’altra. Poi rimette a posto la coperta; infine ritorna al posto in cui si trovava prima. Il gesto non si ripete più.

barbara

Pubblicato il 30/3/2006 alle 23.57 nella rubrica Diario.

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