Blog: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it

BUONA NOTTE

Forse pensavi che anche la betoniera dovesse andare diritta. O forse, nella beata incoscienza dei tuoi tredici anni, non ti eri neanche accorta del bestione che aveva affiancato la tua bicicletta a pochi metri dall’incrocio. Quel che è certo è che l’uomo della betoniera non si è accorto di te. Si è fermato solo quando ha visto i gesti disperati dei passanti. Quando è sceso e ha visto quella poltiglia sotto le ruote del suo bestione, l’uomo della betoniera è impazzito.
Tre anni sono passati e ancora né io, né il preside, riusciamo a pronunciare il tuo nome senza rompere in sgangherati singhiozzi. Tua madre no, invece, lei è molto più brava di noi: lei ha letto i libri giusti e ha imparato come si fa ad elaborare il lutto. E molto generosamente spiega a tutti – caso mai capitasse anche a loro di averne bisogno – come si fa a conservare il sorriso sulle labbra con una figlia stritolata sotto una betoniera. Ed è così che può ascoltare il preside che ti ricorda – che tenta di ricordarti, e ancora una volta, per l’ennesima volta, si ingroppa e gli si strozza la voce e si deve interrompere e tira fuori il fazzoletto e si asciuga gli occhi e si soffia il naso e riprende a parlare e di nuovo si ingroppa – senza che un solo muscolo del suo viso tradisca la minima emozione.
Buona notte, piccola Magdalena. E se stasera almeno io piangerò ancora un po’ non preoccuparti: va bene così.



barbara

Pubblicato il 28/3/2006 alle 0.39 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web