Blog: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it

RICORDO FLASH

Viaggio in Kenya, alla fine della prima missione in Somalia. Ci sono andata con una collega e un collega con la moglie e tre figli, un maschio di dieci anni e due femmine di rispettivamente quindici e ventuno anni. Avevamo scelto le cose da visitare, e l’agenzia aveva provveduto a prenotarci gli alberghi e ci aveva messo a disposizione un pullmino con l’autista-guida. Durante i tragitti l’autista illustrava, parlando ad alta voce per farsi sentire da tutti, ciò che stavamo vedendo e raccontava qualcosa delle varie culture locali, delle tradizioni, istituzioni ecc.; lui parlava in inglese e il collega traduceva per la moglie e i figli. Un giorno accade che nei due sedili più vicini a lui si siedono il collega maschio e il suo figlio maschio, e quel giorno cambia tutto: l’autista parla a voce bassissima, e il collega non traduce; è così che ho capito che i destinatari delle spiegazioni dell’autista non eravamo noi sette, bensì unicamente i due maschi. Dopo un po’ mi sono lamentata: «Non sento niente!» e il collega, in tono infastidito, ha replicato: «Sta parlando di cose personali». Non era vero: come ho appurato più tardi, stava spiegando quali studi aveva dovuto fare per accedere a quel lavoro e, come logico ampliamento del discorso, di come era organizzata la scuola in Kenya, e di queste cose sono rimasta, e probabilmente rimarrò per sempre, del tutto ignorante. In quel tragitto di diverse ore abbiamo attraversato, come sempre in Kenya, paesaggi diversi, ma non una sola parola di spiegazione è giunta a noi miserabili femmine. Alla fine di quel tragitto, furibonda, ho detto al collega: «Visto che con lui funziona così e che lui prende in considerazione unicamente te e tuo figlio, d’ora in poi fai il santo piacere di sederti sempre dietro». E il collega, maschio europeo con alto livello di istruzione e sterminata cultura nonché convinto di essere straordinariamente moderno per il fatto di farsi le canne insieme ai suoi studenti e di scoparsi le sue studentesse (e, all’occasione, anche quelle di sua moglie), mi ha trattata da donnetta isterica.









Sempre in tema di discriminazione, vi invito ad andare a leggere anche questo.


barbara

Pubblicato il 19/3/2006 alle 13.27 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web