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ANÌ YEHUDÌ

                       

“Io sono ebreo”: queste le parole che Daniel Pearl ha dovuto pronunciare prima di essere decapitato, quattro anni fa,* davanti a una telecamera: per poter mostrare, i suoi assassini, al mondo intero quanto sono bravi, e coraggiosi; quanto sangue freddo riescano a conservare mentre con calma affondano la lama del coltellaccio nel suo collo e cominciano a tagliare, lentamente, diligentemente, meticolosamente, centimetro per centimetro (ho il video – ma non lo posterò – e l’ho visto) e alla fine brandiscono la testa e la esibiscono trionfalmente. Anì Yehudì: e pensare che ci si era illusi che tutto questo fosse rimasto sepolto nelle ceneri di Auschwitz! Quanta cecità ha colpito tutti noi, e quanto alto il prezzo da pagare per non aver voluto credere a chi – disperata Cassandra – continuava a ripeterci che non era vero! Riposa in pace, Daniel, e possa tu perdonarci per essere stati così ciechi.

* in alcune fonti ho trovato la data del 29 gennaio, in altre del 31.



barbara

Pubblicato il 29/1/2006 alle 1.5 nella rubrica Diario.

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