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LE PAZZE

Di Daniela Padoan, Tascabili Bompiani

Juanita Pergament, 90 anni; Ada María Feigemüller detta Cota, 92 anni; Evel Petrini detta Beba, 74 anni; Marcela Antonia De Ledo, 74 anni; Hebe Pastor de Bonafini, 77 anni. Sono loro le “pazze”: le donne che da quasi trent’anni ogni giovedì alle tre e mezzo in punto del pomeriggio si trovano in Plaza de Mayo - qualcuna ormai in sedia a rotelle ma mai assente – a chiedere prima notizie, poi giustizia per i 30.000 giovani ingoiati da una delle più infami e atroci dittature fasciste della seconda metà del XX secolo. Vittime di uno spietato e lucido progetto di sterminio: «Prima elimineremo tutti i sovversivi; poi elimineremo i loro collaboratori; poi i loro simpatizzanti; poi chi rimarrà indifferente, e infine elimineremo gli indecisi». Poi, in realtà, “Si contano a migliaia le vittime che non ebbero mai alcun rapporto con tali attività e tuttavia furono oggetto di orrendi supplizi solo per la loro opposizione alla dittatura militare, per la loro partecipazione a lotte sindacali o studentesche, per essere noti intellettuali che criticarono il terrorismo di stato o, semplicemente, per essere familiari, amici di qualcuno considerato sovversivo, o per avere soltanto il proprio nome iscritto nell’agenda di quest’ultimo”. E il mondo, nel frattempo, stava a guardare. Come per gli armeni. Come per gli ebrei. Come per i cambogiani sotto Pol Pot. Come per il genocidio in Ruanda. Come per quello nel Darfur. Come per i 160.000 cristiani assassinati ogni anno nei Paesi islamici. Anzi no: non proprio tutti stavano a guardare inerti. Tutti conosciamo l'infame e attiva collaborazione con gli assassini torturatori da parte degli Stati Uniti. Forse non tutti conoscono invece l'altrettanto attiva, e altrettanto infame, collaborazione dell'Italia, della Cina, dell'Unione Sovietica e soprattutto, per quanto riguarda l'addestramento alla tortura, della Francia, reduce, all'epoca, ancora piuttosto fresca di quelli che, con incomparabile delicatezza, la stampa locale ha sempre qualificato come les événements d'Algerie.



barbara

Aggiornamento (OT, ma neanche poi tanto): leggete qui e poi fate il vostro dovere.

Pubblicato il 8/1/2006 alle 1.57 nella rubrica Diario.

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