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GIUSTIZIA

Tempo fa, qui in regione, è stato arrestato un pensionato che aveva violentato una bambina. Due anni prima era stato condannato a nove anni per reati di pedofilia. E uno si chiede: cosa diavolo ci faceva in giro? Perché non era in galera? E poi ancora si chiede: ma quando leggiamo che uno è stato condannato a due anni, a cinque anni, a dieci anni, queste “formule” hanno un qualche significato anche pratico, oltre che teorico? Queste espressioni verbali corrispondono a qualche cosa di concreto? Una condanna è una condanna o che cos’altro è? Adesso poi, come se non bastasse, ci troviamo tra l’incudine di una sinistra indecorosamente garantista, che allunga i processi a dismisura, e il martello di una destra che, per motivi che non c’è bisogno di elencare, accorcia i tempi di prescrizione, il tutto con l’attiva complicità degli avvocati che ricorrono ad ogni sorta di trucchetti e burattinate per far sì che al processo non ci si arrivi mai. Scusate, ma noi che non ammazziamo e non rubiamo e non spacciamo e non stampiamo banconote false, dobbiamo essere gli unici condannati per legge a prenderlo sempre in quel posto?

barbara

Pubblicato il 23/11/2005 alle 0.57 nella rubrica Diario.

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