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RICORDI DI SOMALIA 3

Casa, dolce casa

Se per caso ti eri illuso che, trovata la casa, il problema-casa fosse definitivamente risolto, non tarderai ad accorgerti che ti eri clamorosamente sbagliato. Il padrone di casa ­- o chi per lui -­
accompagnandoti nel giro di perlustrazione, ti invita a guardare attentamente e segnalargli tutto quello che manca. E tu gli segnali la mancanza di un attaccapanni, o almeno qualche chiodo, in bagno, per appendere gli asciugamani; un ferro da stiro; un coltello da cucina, oltre all'arredamento del salotto. Avrai tutto domani, ti viene assicurato, promessa d'onore. Dopo una settimana, avendo accumulato mezza tonnellata di panni da stirare, bussi timidamente alla porta del padrone di casa. Che ti accoglie con grandi feste: "Lei per me sei come una sorella, Lei puoi chiedere quello che vuoi", e ti consegna un temperino ("Il coltello che Lei avevi chiesto"). Il resto arriverà domani. Dopo una settimana arriva il ferro da stiro; dopo due il salotto. Gli asciugamani resteranno appesi alla maniglia della porta fino alla fine del tuo soggiorno. In compenso ti hanno quasi subito installato il campanello, rarità preziosa, in queste contrade. Un giorno, mentre stai pranzando, suonano. Vai ad aprire: nessuno. Mandi un accidente all'indirizzo dei bambini che non hanno altro da fare che rompere l'anima al prossimo, e rientri. Dopo cinque minuti, seconda scampanellata, poi la terza. Alla quinta decidi di non aprire più. Alla cinquantesima, esasperato, ti apposti con un bastone, deciso a menar botte da orbi sul disgraziato di turno. E così scopri che le innocenti creature, più innocenti di così non potrebbero essere: il campanello suona da solo. Se poi capita che in piena notte si metta a suonare ininterrottamente, non ti devi preoccupare: dopo quattro ore e mezzo, grazie a Dio, esploderà, e da allora non suonerà mai più, e tu tornerai a dormire sonni tranquilli. Può poi accadere che ti si guasti il frigo: ti diranno che è colpa della tensione troppo bassa. Inutile tentare di dimostrare, fatti alla mano, che la tensione è innocente: non si ammettono repliche. Meglio così, comunque: finché te lo lasciano, puoi sempre sperare in qualche occasionale e momentaneo ritorno di fiamma; se te lo portano via per ripararlo, può succedere che tu non lo riveda mai più. Dell'acquaio che non scarica, invece, puoi lagnarti tranquillamente: quello non ti verrà portato via. Anzi, riceverai uno sturalavandini in omaggio assieme ai migliori auguri. Non servirà a niente, ma almeno ti darà l'illusione che ti si venga incontro. Se invece hai problemi con lo sciacquone che non si ricarica, non hai che da munirti di un secchio. A meno che non piova, nel qual caso il secchio ti servirà, assieme a tutti gli altri recipienti disponibili, a raccogliere la preziosa acqua piovana che, tramite un complesso sistema di condutture, ti viene fatta arrivare direttamente in casa. Se capita che durante la notte un pezzo di soffitto ti crolli sulla testa, è chiaro che la colpa è tua: dovevi accorgerti che c'era una crepa e non metterti a dormire proprio lì sotto. Ciononostante, si decide di aiutarti: basterà che tu dorma un paio di mesi nello sgabuzzino, e subito il soffitto sarà riparato. Naturalmente possono capitarti anche molti altri guai, ma l'importante è non perdere la calma: con la calma si risolve tutto. O magari non si risolve affatto, ma tanto, anche se ti arrabbiavi, non si risolveva niente lo stesso.



                       

barbara

Pubblicato il 21/11/2005 alle 0.11 nella rubrica Diario.

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