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OMAGGIO A NADIA ANJUMAN

Anche il cane rognoso di casa abbaia, di tanto in tanto
ma applicato sulla bocca delle donne,
anche se d’oro, c’è un lucchetto.

Da “Il mio fiore scuro”

*

Trai conforto quanto più puoi,
tu che adesso ti adorni del fiore scuro della morte.
Non dovrai più portare
dolorose corone di spine;
nel regno di Allah
tutto è gioia.

Proveniente dal cielo, gentile,
tocca le mani di uomini gentili
sappi che il cane che ringhia è un bastardo,
la sua mente legata al male da antiche catene.

Conosco questo tipo di uomini senza pietà,
le loro vicende soffiano come tempeste rabbiose
attraverso ogni landa della terra;
io piango, una sorte infelice è stata tracciata
sfiorando le isobare
sopra il luogo in cui tua madre spingeva
e si affaticava nel darti la vita.

Tu hai cercato di spiegare Dio in linee
di esperienza terrena -
ma ora è tempo di cantare e ballare con Rumi.
Derviscia con il santo, verseggiare con lui
in quel luogo sacro in cui l’amore vissuto
non è unico ma sempre comune.

Rime con lui per graziose poesie d’amore
avresti fatto se la vita sulla terra
ti avesse concesso più lunghi anni.
Prova con tutta la grazia del tuo cuore
a dimenticare la violenza di tuo marito.

Possa tu trovare requie nell’estasi...

Grazie a Mauro per la segnalazione. Grazie a Marcello per il cospicuo contributo alla traduzione.

barbara

Pubblicato il 18/11/2005 alle 0.33 nella rubrica Diario.

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