Blog: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it

SI CHIAMAVA NADIA

E aveva 25 anni. E un bambino di sei mesi. E scriveva poesie. Qualche tempo fa, caduto finalmente il regime dei talebani, le aveva anche pubblicate: Gule Dudi, si intitolava, Fiore Scuro, questa raccolta di poesie d’amore, a volte tristi, a volte mistiche. Crimine orrendo, come tutti noi possiamo facilmente immaginare: per questo il marito, fine intellettuale laureato in letteratura, con la complicità della sua stessa madre, l’ha massacrata di botte. Poi ha detto che si è suicidata.
Mi piacerebbe, ora, che tutti coloro che cianciano di “rispetto per tutte le culture” perché “tutte le culture hanno pari dignità” e “chi siamo in fondo noi per avere il diritto di giudicare”, si comprassero un biglietto aereo e andassero a guardare dritto negli occhi quel bambino di sei mesi che non conoscerà mai il sorriso di sua madre.



barbara

Pubblicato il 16/11/2005 alle 0.10 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web