Blog: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it

DEMOCRAZIA

C’era da decidere se l’anno prossimo si manterrà in sistema attuale o si introdurrà la settimana corta, con due rientri pomeridiani e il sabato libero, e dato che siamo una democrazia avanzata, per poter decidere nel modo migliore sono stati consultati tutti gli interessati, ossia scolari e insegnanti. Circa il 99% degli scolari hanno optato per il mantenimento del sistema attuale (“Per avere libero il sabato mattina che poi non saprei neanche cosa farmene dovrei passare a scuola due pomeriggi alla settimana? Ma siamo matti?!”). Noi insegnanti abbiamo già cinque giorni di insegnamento alla settimana; la differenza fra il sistema attuale e la settimana corta è che adesso il giorno libero ce lo scegliamo noi mentre con la settimana corta ci viene imposto. E con in più i rientri pomeridiani a cui va aggiunto, a turno, l’obbligo di sorveglianza in mensa (con diritto, però, a un piatto di pastasciutta e un bicchiere d’acqua. Io lo so perché me lo sono beccato diverse volte l’anno scorso come ora di supplenza. Volendo però si può avere anche qualcosa di più: basta pagarlo di tasca propria). E avendo già uno o due pomeriggi di attività a scuola, potremmo trovarci ad avere anche tre o quattro pomeriggi a scuola, restando poi, a casa tutte le altre cose da fare: preparazione, correzioni, aggiornamento registro, compilazione di verbali e scartoffie varie. Per tutte queste ragioni la percentuale di insegnanti che hanno optato per il mantenimento del sistema attuale è stata anche più alta di quella degli scolari.
QUINDI nelle alte sfere è stato democraticamente deciso che dal prossimo anno scolastico verrà introdotta la settimana corta. (E le scuole che non hanno la mensa? C&##i loro)

barbara

Pubblicato il 25/1/2012 alle 20.14 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web