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NILI

I dialoghi sono di fantasia, perché è un romanzo. I pensieri sono di fantasia, perché è un romanzo. Le persone sono vere, i fatti sono veri, i luoghi sono veri, perché è Storia: la storia di Nili, appunto, acronimo di “Netzakh Yisrael Lo Yishaker” “L’Eterno di Israele non deluderà mai” (Samuele 15:29), organizzazione che durante la prima guerra mondiale collaborò attivamente con gli inglesi per sconfiggere i turchi. Anima dell’organizzazione era Sarah Aaronsohn,



che nel 1915, a Istanbul, era stata testimone del genocidio armeno, toccando così con mano la sconfinata, disumana crudeltà dei turchi, e aveva perciò ben chiaro quale sarebbe stata la sorte degli ebrei in caso di una loro vittoria. Storia, questa di Nili, per lo più sconosciuta, e grandemente meritevole invece di essere conosciuta, perciò non sarà mai troppa la nostra riconoscenza nei confronti di Massimo Lomonaco, che ce l’ha messa a disposizione dotandola, per giunta, di una magistrale scrittura. E scrive, Massimo Lomonaco, in chiusura di libro:


Il mio romanzo nasce da autentico amore e rispetto per quei giovani e per la situazione storica nella quale si sono trovati a operare. Spero di essere riuscito a trasmettere una minima scintilla della grande forza che li ha animati e dell’ideale perseguito. Questo è uno dei motivi che mi hanno indotto a superare le mie resistenze nell’usare i loro veri nomi. Ogni volta che scrivevo Aaron, Sarah, Absa o Yoseph mi sembrava così di richiamarli dall’oblio: anche in questo caso la Memoria, specialmente dopo quanto accaduto in questo secolo, è un dovere.

Sì, ci è riuscito magnificamente, ma dato che non avete alcuna ragione per credermi sulla parola, vi invito caldamente a verificarlo.

Massimo Lomonaco, Nili, Mursia



barbara

Pubblicato il 18/12/2011 alle 23.2 nella rubrica Diario.

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