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QUANDO L’ACQUA TOCCA IL CULO SI IMPARA A NUOTARE

Così si dice dalle mie parti. Ora, succede che da quasi tre anni il signor Barack Hussein Obama è impegnato a tempo pieno a fare il giochino della mano tesa con l’Iran. O meglio - perché l’Iran, non dimentichiamolo, è un meraviglioso Paese dall’antica e raffinatissima cultura e con un meraviglioso popolo che soffre e lotta - con Ahmadinejad. Ignorandone deliberatamente il negazionismo. Ignorando ostentatamente il suo proposito di arrivare all’atomica per annientare Israele, come del resto da oltre vent’anni va predicando il suo sponsor, l’ajatollah Ali Kamenei. Ignorando pervicacemente il terrore dei Paesi arabi circostanti che lo considerano un pericolo da fermare ad ogni costo. Ignorando diligentemente tutte le atrocità perpetrate contro i suoi inermi e pacifici cittadini.
Adesso succede che l’Iran è andato a fare la cacca in casa del signor Barack Hussein Obama e il signor Barack Hussein Obama ha improvvisamente scoperto che la cacca puzza. E inquina. E può provocare pericolose malattie. Così, altrettanto improvvisamente, ha appreso l’arte di nuotare: “l’Iran dovrà renderne conto”, “va isolato”, “risposta forte”, “le più dure sanzioni”, “nessuna opzione viene esclusa”.
Pare che, in realtà, il complottatore capo si sia rivelato talmente scalcinato – un ladro di polli più che un agente dei servizi segreti – da suscitare non pochi interrogativi e perplessità: che siano stati, mi chiedo io, i suoi uomini a organizzarsi per spingergli un po’ di acqua sotto il culo per costringerlo a nuotare? A me starebbe anche bene, spero solo che non siano arrivati troppo tardi.



barbara

Pubblicato il 14/10/2011 alle 22.43 nella rubrica Diario.

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