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NOTERELLE SPARSE

• Ieri ero senza computer, e ho letto un libro. Di quattrocento e qualcosa pagine. Ora, non dico che il computer mi porti via 335 libri all’anno (il mese che sto al mare senza computer leggo, e non va messo in conto), ma almeno un paio di centinaia sicuramente sì. C’è però da dire che come antidoto per la crisi d’astinenza il libro non è stato del tutto efficace.

• Lunedì mattina è nevicato un casino e a scuola eravamo quasi tutti in maniche corte e senza calze. Martedì mattina era di nuovo bello e sono di nuovo andata a scuola in maniche corte e senza calze. Poi mi hanno detto che c’erano due gradi, ma non me ne sono accorta: evidentemente sono ancora troppo giovane per essere sensibile a queste cose.

• Appena rientrata in possesso della sacra bestia che troneggia in fondo al mio studio, ho appreso che l’ineffabile Giulietto Chiesa ha fatto un’altra delle sue genialate (rubata qui), ma anche l’immarcescibile Piergiorgio Odifreddi si è dato un bel po’ da fare per tener viva la sua fama di acuto e profondo pensatore.

• Per anni ho avuto in mente una canzone contenuta in uno dei più bei film mai realizzati – peccato solo che duri sei ore – senza saperne né il titolo, né l’autore. Poi stanotte mi è riemersa nella memoria una frase del testo, le premier oiseau d'un après guerre
, e sono andata a chiedere la grazia a san Google, che me l’ha prontamente concessa, e nella speranza che nonostante le nere nubi che si vanno addensando si riesca anche noi, prima o poi, a vedere il sereno, ve la regalo.

• E poi c’è questa cosa qui, presa all’acquario di Eilat, che non so cosa volesse o dovesse essere però mi piace un sacco, e vi regalo anche questa.



barbara

Pubblicato il 23/9/2011 alle 23.56 nella rubrica Diario.

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