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IL LIBRO DELLE LAMENTAZIONI

Perché le razze esistono, oh sì, eccome se esistono. Ed esistono le razze padrone e le razze serve, e se nasci in una razza serva non puoi illuderti di avere diritto alla libertà, alla dignità, al rispetto, alla giustizia. E se qualche pazzo visionario un giorno decide di fare una legge che ti assicura tutte queste belle cose, farai bene a stare in guardia, perché gli appartenenti alla razza padrona, che hanno il senso della realtà e sanno che la tua razza è molto più vicina alle bestie che agli umani, non permetteranno certo di mettere in atto una simile follia e c’è il rischio che, per impedirlo, di te non restino più neanche le ossa.
Libro bellissimo che narra di un Messico reale che sa di fiabesco, o forse di un Messico di fiaba che sa fin troppo di realtà, con storie che forse sono vere o forse sono fantastiche o forse sono un po’ vere e un po’ fantastiche, narrate da una stupenda autrice dai molteplici talenti (narratrice, poetessa, docente, diplomatica, infaticabile attivista per l’emancipazione femminile – giusto a proposito di donne, vai a vedere anche questo), di cui non possiamo non piangere la precoce scomparsa.
(Resta da capire come un Oficio de Tinieblas si sia trasformato, arrivando in Italia, in un Libro delle lamentazioni, che uno lo va a cercare in google per prendere un’immagine della copertina e si ritrova in mezzo alla Bibbia ma insomma non si può avere tutto dalla vita).

Rosario Castellanos, Il libro delle lamentazioni, Marsilio



barbara

Pubblicato il 14/8/2011 alle 14.53 nella rubrica Diario.

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