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LA SPOSA BELLA

È vergognoso trovare bello un romanzo che fa il tifo per Franco? Sì, certo che lo è, e infatti me ne vergogno un sacco. Però è bello lo stesso, e non ci posso fare niente. Bello e intenso. Bello e profondo. Bello e appassionato. Bello e intriso di quella moralità essenziale e assoluta che a volte capita di trovare in chi ha perso la fede.
È parecchio vecchio, questo libro (l’ho comprato, non so quando, a una bancarella di libri usati per 2000 lire, e ha in copertina la foto dell’edizione precedente che ha in copertina la foto dell’edizione precedente), sicuramente più vecchio di molti di coloro che stanno leggendo queste righe, e tuttavia non ha perso un grammo della sua freschezza (poi volendo si potrebbe aggiungere che se le efferatezze dei franchisti non possono che suscitare orrore, non sono davvero state da meno le efferatezze dei rossi – e magari, chissà, forse i franchisti non sarebbero riusciti a vincere e a mettere in atto quasi un quarantennio di dittatura, se i rossi si fossero dedicati a combattere i fascisti invece che dedicare ogni propria energia, a far fuori i rossi di un rosso un po’ diverso dal loro, secondo le direttive di Stalin -- così come in Germania si erano preoccupati di combattere più i socialdemocratici che i nazisti, rendendosi così fortemente responsabili della vittoria nazista, con tutto ciò che ne è conseguito -- e non è certo un caso se tanti ex comunisti sono diventati tali combattendo, da comunisti, nella guerra di Spagna, dove hanno avuto il privilegio di vedere, fra i primi in Europa, il comunismo reale all’opera).

Bruce Marshall, La sposa bella, Longanesi

barbara

Pubblicato il 3/8/2011 alle 23.53 nella rubrica Diario.

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