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GIORNO DI REFERENDUM

Che una dice spetta va’ che vado a votare, che siamo cittadini onesti e ligi. E poi arriva alla scuola e dice spetta va’ che spengo il cellulare, non sia mai che mi suona mentre sono in cabina e mi annullano il voto, vai a sapere che regole ci sono. E poi una vota e poi esce e poi prende le scale e dice spetta va’ che riaccendo il cellulare, non sia mai che qualcuno mi cerca mentre è spento. E poi mentre lo riaccende crede di essere arrivata all’ultimo scalino e invece era il penultimo...
Per fortuna il capitano dei carabinieri che stava facendo il suo giro di controllo dei seggi in quel momento era lì. Per fortuna la moglie del capitano dei carabinieri aveva deciso di stare lì a fargli compagnia fumando una sigaretta alla finestra del pianerottolo. Per fortuna la moglie del capitano dei carabinieri, ai cui piedi sono andata a schiantarmi, è una collega. Per fortuna l’ambulanza è arrivata abbastanza in fretta, con due volontari, un ragazzo e una ragazza, giovani e dolcissimi. Per fortuna al pronto soccorso in quel momento c’era pochissima gente. Per fortuna il tecnico di radiologia che aveva la reperibilità non abitava lontano ed è arrivato in un quarto d’ora. Per fortuna pare che non ci siano fratture, adesso bisogna solo sperare che non ci siano versamenti. Per fortuna collega e capitano mi avevano seguita al pronto soccorso e mi hanno poi portata a casa. Per fortuna a casa ho ancora il bastone di quando mi ero spaccata le zampe l’altra volta. Il ginocchio mi fa un dolore disumano, ma poteva anche andare peggio.

barbara

Pubblicato il 12/6/2011 alle 23.41 nella rubrica Diario.

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