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MARY BELL

Oggi compie 54 anni. Avevo cercato qualcosa in google, perché in questi giorni sono molto occupata con la scuola, e mi avrebbe fatto molto comodo trovare qualcosa di cui fare copia/incolla, aggiungendo un paio di pensierini miei in testa o in coda. Ma tutto ciò che ho trovato la qualificava senza mezzi termini e con non troppe precisazioni come “assassina”, o addirittura “ex criminale”, tipo ex calciatore o impiegato al catasto in pensione (una cosa quasi decente a dire la verità ci sarebbe, ma vi è stato disabilitato l’uso del tasto destro del mouse), e quindi cercherò di fare da me.
Assassina sì, in termini tecnici lo è: ha ucciso due bambini, nel 1968, all’età di undici anni, chi ha un po’ di anni sulle spalle si ricorderà di questa raccapricciante vicenda. Ed è stata processata. In un tribunale normale, perché in Inghilterra non c’è un tribunale dei minori, con avvocati specializzati, giudici specializzati ecc. nel trattare i minori: adulti, minorenni, e anche bambini delle elementari vengono tutti processati negli stessi tribunali, giudicati dalle stesse persone, trattati allo stesso modo. Non solo al tempo di Mary Bell ma anche all’epoca, molto più recente, del processo ai due bambini che avevano ucciso il piccolo James Bulger di tre anni (mentre la polizia era intensamente impegnata a ignorare accuratamente quelle segnalazioni che avrebbero, forse, potuto salvargli la vita) nel 1993, vicenda ricostruita da Blake Morrison nel bellissimo e sconvolgente Come se. Processata, dicevo, e giudicata criminale della peggior specie a causa della “freddezza” dimostrata per tutto il tempo. Processata, giudicata, condannata senza neppure preoccuparsi di sapere chi fosse davvero questa “spietata assassina” undicenne, questa bambina responsabile di ben due efferati omicidi. Se ne è preoccupata invece, molto tempo dopo, Gitta Sereny – quella dei libri inchiesta sui criminali nazisti. Si era occupata, Gitta Sereny, dopo la fine della guerra, di bambini sopravvissuti ai campi di concentramento, ritrovando poi atteggiamenti, comportamenti, reazioni molto simili alle loro nei bambini vittime di violenze in famiglia. E di violenze, di ogni tipo, quella bambina ne aveva davvero patite oltre ogni immaginazione. Scrive la Sereny in Grida dal silenzio che Mary, oltre a tutti gli altri tipi di violenze, aveva anche subito, fin da piccolissima, le più terrificanti sevizie sessuali che si possano immaginare. Le descrive poi, ad un certo momento, e posso confermare: sono le più terrificanti sevizie sessuali che si possano immaginare. E nessuno a porgerle una mano. Nessuno a offrire una briciola di pietà a questa povera infanzia offesa, massacrata, annientata. Solo le 400 pagine di Gitta Sereny, traboccanti di dolente compassione, riescono a restituire a questa creatura straziata tutta la sua dolorosa umanità.
Buon compleanno, Mary.

barbara

Pubblicato il 26/5/2011 alle 19.10 nella rubrica Diario.

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