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RICORDANDO MILENA

(Con due giorni di ritardo per ragioni tecniche)
Il 6 maggio di quarant’anni fa veniva rapita e assassinata Milena Sutter, chi ha un po’ di anni sulle spalle la ricorderà sicuramente. Due anni prima era stato rapito e assassinato Ermanno Lavorini, che ho ricordato qui. Oggi voglio ricordare anche Milena, prendendo a prestito i ricordi dell’amico Enrico.

 

Un fiore spezzato

RICORDO DI MILENA




Una famiglia felice

Siamo all’inizio del 1971, a Genova.

Arturo Sutter è un industriale di origine svizzera, e dirige la celeberrima azienda che produce tra l’altro lucido da scarpe e cera per pavimenti. Anzi, la confezione della cera per pavimenti ha avuto un premio come scultura d’arte moderna.

Una famiglia felice. Arturo Sutter è sposato, e ha due figli, Milena e il figlio minore, Aldo.

Milena fino a pochi mesi fa era una bambina o poco più, ora ha tredici anni, è diventata una bella ragazza, alta, slanciata, che è difficile non notare, con un sorriso allegro.

Chi conosce Genova mi seguirà, se dico che alle spalle della Stazione Brignole c’è una delle tante colline su cui si inerpicano le strade e le case di Genova, e salendo su quella collina, su per le scalinate si arriva in via Peschiera, quella che più avanti sfocia in via Assarotti. Lì, in via Peschiera, c’è la scuola svizzera, dove Milena studia. Pare che abbia una simpatia per il nipote di Gino Cervi, il celeberrimo Peppone dei film di Don Camillo. È l’età in cui si comincia a innamorarsi, e si ha la vita davanti. O così dovrebbe essere, se il mondo fosse migliore.

Ma quel giorno di maggio...

Giovedì 6 maggio Milena non si sente molto bene e vorrebbe stare a casa, ma la mamma la incoraggia ad andare a scuola. Quando però la sera non torna a casa inizia l’angoscia, e i giornali l’indomani annunciano che Milena potrebbe essere stata rapita.
Già, perché nei primi anni settanta i rapimenti con richiesta di riscatto sono frequenti. Un anno fa, nel 1970, era stato rapito il figlio della signora Gadolla, una delle signore più ricche di Genova, ma tutto era finito bene. Chiunque vede sui giornali il sorriso di Milena, fotografata mentre sciava pochi mesi prima, comincia a sperare e a temere.
Un’unica telefonata con richiesta di riscatto, di soli 50 milioni di lire, perché così pochi? E poi telefonate di sciacalli!
La polizia ferma e interroga un giovane di 26 anni. Si chiama Lorenzo Bozano, è stato visto spesso sostare in via Peschiera con la sua spider, davanti alla scuola svizzera. Interessato alle ragazzine? Le commesse dei negozi di Genova lo conoscono, lo considerano un balordo che con un gioco di specchi cerca di sbirciare ciò che può
I giornali lo chiamano “il biondino della spider rossa”. Non emergendo nulla di concreto, il biondino viene rilasciato dalla polizia.
Dopo pochi giorni la famiglia chiede il silenzio stampa, e tutti si adeguano. Molti cominciano ad essere pessimisti, io che leggo da poco i giornali con il mio cieco ottimismo sono sicuro che finirà bene.
Nel pomeriggio di giovedì 20 maggio per tutta Genova comincia di bocca in bocca a circolare una notizia, quella che tutti temevano. “Speriamo sia un sub annegato quello che hanno trovato in mare, speriamo che...”  così pensano i genovesi. Invece hanno trovato Milena. Nel peggiore dei modi.
Quando la mattina dopo arrivo a casa da scuola mia mamma mi mostra senza commentare il titolo de LA STAMPA “Milena Sutter è stata uccisa Il suo corpo ritrovato il mare”.
È uno choc per me, che da parte di mamma sono genovese, e per tutti i genovesi. Per tre giorni i genovesi si muovono come automi, con lo sguardo perso  nel vuoto come se ciascuno avesse perso una figlia. [continua]

Enrico



Ci sono cose che non si digeriscono. Passano gli anni e passano i decenni e te le ritrovi sempre lì sullo stomaco, a pesare e a fare male. Ermanno e Milena fanno parte di queste cose, e credo sia giusto continuare a ricordarli, insieme a tutte le altre vittime innocenti di cui gli orchi non hanno avuto pietà.

barbara

AGGIORNAMENTO: a proposito di giovani martiri, vai a leggere qui.

Pubblicato il 8/5/2011 alle 20.21 nella rubrica Diario.

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