Blog: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it

HO VISTO COSE

“Un’estranea fra noi” è un bellissimo film. Ma non è per raccontarvelo che ho aperto questo file, bensì per parlare di un’unica, specifica, scena. Solo una breve premessa, per capire di che cosa si tratta. Nella comunità ebraica ortodossa di New York è stato assassinato un ragazzo, e una poliziotta viene inviata per indagare. La prima cosa che dice, appena arrivata, è che gli indizi portano a pensare che l’assassino venga dall’interno della comunità. Il rabbino obietta che non è possibile, che lui conosce tutti, che nessuno può avere fatto una cosa simile. E lei, disinvolta: “Eh, lei è buono e si immagina che tutti siano come lei, ma io, guardi, ho visto cose che lei neanche si immagina”.
Per meglio indagare, si stabilisce all’interno della comunità, vivendo insieme a una ragazza. Acquistata confidenza, un giorno le chiede: ma il rabbino, come mai non ha una moglie, dei figli? E la ragazza risponde: li aveva, ma li ha persi al campo. Quale campo? Auschwitz. E lei, ricordando quello che gli aveva detto al primo incontro, rimane impietrita.
Ecco, l’insegnamento da trarre è che prima di vantarci di quanto siamo scafati, magari sarebbe meglio informarci su chi abbiamo davanti.
Perché questo post? Perché sì.
Perché adesso? Perché sì. Perché mi è improvvisamente venuto in mente mentre coprivo di panna montata le fettine d’arancia. Perché è sempre il momento giusto per ricordare ciò che è stato fatto – e ancora di più lo è in un momento come questo, in cui perfino l’assassinio di uno straniero da parte di islamici palestinesi diventa motivo per scatenare isteriche reazioni contro Israele e contro gli ebrei tutti - e rifletterci su.



barbara

Pubblicato il 18/4/2011 alle 3.42 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web