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E SONO PASSATA DI EMOZIONE IN EMOZIONE (1)

I tesori

La prima tappa del mio vagabondaggio è stata Milano, dove ho ritrovato visi amici e incontrato visi nuovi. Fra cui il delizioso tassista che mi ha portata a destinazione, con cui ho fatto una lunga e piacevolissima chiacchierata e ci siamo trovati d’accordo su tutto, come ci siamo abituati a sentir dire da Berlusconi alla conclusione dei suoi incontri con Bush e con Blair, con Sharon e con Arafat, con Montecchi e con Capuleti, con Romolo e con Remo, con Caino e con Abele. Io invece ho parlato solo con lui, ed è stato molto piacevole, ma naturalmente non è di questo che voglio parlare, e non è il tassista il tesoro del titolo.
È successo, per puro caso, che mi trovavo a Milano proprio il giorno in cui c’è stata la cerimonia di reinsediamento dei tesori rubati alla sinagoga di via Guastalla, e ho quindi avuto modo di assistervi.



Ho così appreso, tra l’altro, tutto ciò che ai mass media non era potuto arrivare: che provvidenziale è stata l’intuizione di rav Shunnach, scopritore del furto, di avvertire immediatamente i collezionisti, fornendo una dettagliata descrizione degli oggetti rubati. Grazie a questo il collezionista a cui sono stati offerti ha potuto riconoscerli e farli ritrovare. E con la fattiva collaborazione di collezionisti, carabinieri, interpol e polizia israeliana, a poche ore dalla scoperta del furto i gioielli erano già al sicuro nelle mani di quest’ultima. A questo punto il presidente della comunità, Roberto Jarach, ha potuto tirare un respiro di sollievo ma ha dovuto farlo da solo perché, su richiesta della polizia israeliana, non ha potuto comunicare a nessuno la buona notizia per non mettere a repentaglio la ricerca dei responsabili.
La cerimonia è stata molto emozionante, discorsi brevi ma intensi, gli interminabili applausi agli efficientissimi carabinieri, i bambini chiamati a rimettere i rimmonim e le corone sui rotoli della Torah,



portati poi in processione in giro per il Tempio, stretti amorosamente fra le braccia dai rabbini e accarezzati e baciati dai presenti.




Poi - certo, non si può avere tutto nella vita – mi è toccato vedere Gad Lerner dal vivo – e per rispetto alla sacralità dell’evento mi asterrò dalle battute che quel “dal vivo” renderebbe spontanee – con una enorme luccicante berretta, ché chiamarla kippà sarebbe davvero improprio, di un bel verde islam. Talmente brutto, talmente insulso, talmente rozzo, talmente sgraziato che sembra disegnato da Prada. E detto questo è anche necessario aggiungere, rubando la battuta a Vittorio Sgarbi che tanto lo ha già fatto Berlusconi che oltretutto l’ha anche spacciata per sua, che è più bello che intelligente. Ed è più intelligente che simpatico. Ed è più simpatico che onesto. Ma, come detto, non si può avere tutto dalla vita.

barbara

Pubblicato il 18/3/2011 alle 22.1 nella rubrica Diario.

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