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LA CARRIERA DI UN CANTAUTORE

Fra le sue cose del bel tempo che fu ricordiamo autentici capolavori: tutti i pezzi dell’album Samarcanda, quasi tutti quelli di Il grande sogno, e naturalmente l’indimenticabile Luci a San Siro... Il primo scricchiolio si verifica con il rifacimento di Luci a San Siro, coi violini strappacuore e il singhiozzino nella voce, mentre il secondo rifacimento della suddetta indimenticabile rappresenta un vero e proprio salto di qualità, con il poetico “ho amato fra le tue braccia” che lascia il posto a un volgarissimo “fra le tue gambe”. E poi... poi avviene l’impensabile: un bel giorno il Nostro si innamora delle camere a gas, scopre che gli ebrei buoni, i veri ebrei, gli unici degni di questo nome sono quelli che si sono fatti infornare ad Auschwitz, e scrive Shalom, in cui, precursore di Helen Thomas, suggerisce agli ebrei di oggi, quelli che di farsi infornare non ne vogliono proprio sapere e quindi non sono mica degni di chiamarsi ebrei, di andarsene, e soprattutto di avere “l’umiltà di non vincere” – e va da sé che, essendo professore di storia, non può ignorare che una sola sconfitta significherebbe quello sterminio totale che i loro nemici da sempre proclamano di volere e da sempre perseguono. Due anni dopo decide di andare oltre, e scrive Marika, un inno alla terrorista: una di quelle che per farsi esplodere non scelgono un posto qualsiasi, bensì quello più vicino alla carrozzina del neonato per estirparli fin dalla radice, quelle che con ammirevole abnegazione si dedicano al completamento dell’opera di Hitler.
Ora, la carriera del Nostro, è arrivata al capolinea. L’altro giorno ho sentito alla radio per la prima volta la canzone di Sanremo: un’ammucchiata di parole. Nessun contenuto. Nessun senso. Nessun nesso fra una parola e l’altra. Nessuna grammatica, nessuna sintassi. Le anime semplici, per paura di essere prese per ignoranti, dichiarano entusiaste che è una canzone bellissima. E invece no, non è né bella né brutta: semplicemente non è. È il nulla e basta.



E dopo questa letamaiata, guardatevi invece questa cosa serissima.

barbara

Pubblicato il 2/3/2011 alle 14.30 nella rubrica Diario.

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