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QUELLA BUFFONATA DELL’OCCUPAZIONE

Mentre continuano i disordini in Egitto, e mentre le giravolte della politica americana fanno pensare che qualcosa di molto importante si sia rotto nella capacità cognitiva e strategica dell'Amministrazione, viene in mente un piccolo fatto assolutamente autentico che aiuta un poco a capire le sensibilità delle parti in Medio Oriente. In una tranquilla giornata a Hebron in Cisgiordania - circa negli anni '80 - una camionetta dell'esercito israeliano stava svolgendo un normale lavoro di pattugliamento nelle strade della città occupata. A bordo, al comando di un sergente, il guidatore e due soldati semplici, tutti di un reggimento della riserva. Il sergente aveva dato l'ordine di montare il mitra pesante su una fiancata, con il cinturone dei proiettili ben visibile accanto ma fuori dalla canna, per evitare che un sobbalzo dell'automezzo potesse far partire un colpo a vuoto causando una tragedia. A un certo punto si avvicina un palestinese locale e puntando il mitra col dito dice: "Il vostro esercito israeliano, il famoso Zahal, fa ridere. Quando qui a Hebron, prima del 1967, c'erano i Giordani della Legione Araba, i proiettili li tenevano dentro il mitra, non fuori. E quando c'era bisogno, sparavano sulla folla senza preavviso. Quello sì era un esercito, non quella buffonata della vostra occupazione". (Sergio Della Pergola su Moked)

Chi conosce davvero qualcosa del mondo arabo, queste cose le sa perfettamente: sa quali sono i principi e i valori della cultura araba, sa che cosa l’arabo rispetta e che cosa disprezza, sa quali sono le cose giuste da fare e quali assolutamente evitare. Poi ci sono i dilettanti della politica, i saltimbanchi da circhetto di periferia che si improvvisano attori del Metropolitan, e tendono sorridenti la mano a chi non aspettava altro. Per mozzargliela. E, cosa che ci riguarda più da vicino, per mozzare poi anche un bel po’ di teste intorno.

barbara

Pubblicato il 12/2/2011 alle 21.12 nella rubrica Diario.

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