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E QUATTRO (15)

Le genti

Perché il tema del viaggio era “Un piccolo Paese per tante genti”. E quindi la cosa principale che abbiamo fatto è stata quella di incontrare genti: beduini, drusi, circassi, bahai, i francescani della Custodia di Terrasanta, gli ortodossi cabalisti di Safed, la comunità tedesca di Migdal...
Dai beduini abbiamo imparato che la legge israeliana non è per niente buona. Perché se una donna per esempio cornifica il marito, allo stato non gliene frega niente e non la punisce, lasciando così che la famiglia venga disonorata, e questo non va bene neanche un po’. Così come non va bene che se un ladro trova un buon avvocato riesce a farsi assolvere. E si è potuto intuire, anche se non l’ha detto esplicitamente, che un’altra cosa negativa della legge israeliana è che non applica la pena di morte (in teoria la pena di morte in Israele c’è, ma è stata applicata solo con Eichmann). E quindi è molto meglio regolarsi secondo la legge beduina.
I drusi invece sono molto più accomodanti. Sarebbero una specie di musulmani, ma per i musulmani “veri” sono assolutamente eretici. In linea di massima da giovani si divertono, poi quando si sono divertiti abbastanza diventano religiosi, ma senza particolari fanatismi, sembra. Hanno come norma il rispetto delle leggi dello stato in cui vivono, e infatti prestano servizio militare. Naturalmente anche i drusi libanesi sono fedeli allo stato libanese, e da buoni libanesi odiano Israele, però non odiano i fratelli drusi israeliani. Difficile alchimia, ma sembra che riescano a farla funzionare. Quello che a me invece appare davvero poco chiaro è: i drusi non si distinguono per la religione, non si distinguono per la lingua, non si distinguono per la cultura, non si distinguono per la nazionalità, meno che mai si distinguono per i tratti somatici; in che cosa consiste dunque l’identità drusa?
Il tipo circasso che ci ha spiegato i circassi è piaciuto un sacco a tutti. Tranne che a me. Perché uno che di mestiere dovrebbe fare quello che spiega le cose e poi si mette a parlare a raffica e non si lascia interrompere dalla persona che dovrebbe tradurre, e quando quella finalmente riesce a inserirsi non riesce mai a finire perché lui riparte e in definitiva agli ascoltatori non riesce ad arrivare neanche la metà delle cose, che razza di guida sarebbe? Anyway, dai circassi, nonostante siano musulmani, pare che le donne se la passino piuttosto bene, si vestono come vogliono, lavorano, si possono scegliere il fidanzato, e se poi cambiano idea lo possono anche lasciare senza alcuna conseguenza, il che rispetto alle sorelle musulmane di altri gruppi etnici o nazionalità è privilegio davvero non da poco. Di come i circassi allevano i bambini vi ho invece già parlato, e non lo ripeterò.
Poi ci sarebbe da dire dei cabalisti di Safed ma non sono sicura di poter dire granché. Abbiamo incontrato un tizio piccoletto barbuto di origine toscana, non mi ricordo se fosse un rabbino o solo uno studioso, ha parlato ma non abbiamo mica tanto capito che cosa dicesse, poi ogni tanto faceva un po’ di confusione fra i vari personaggi della Bibbia e lo dovevamo correggere, insomma tutta una roba così, però la cittadina è un gioiello. Erano un gioiello anche i negozi, ci si sarebbe potuto spendere uno stipendio intero se non fosse che lo stipendio intero era già andato per il viaggio e quindi niente. Ma anche solo vederle, quelle opere d’arte, ha rappresentato una festa per gli occhi.

barbara

AGGIORNAMENTO:

la città e il golfo di Haifa visti dal villaggio druso in cui siamo stati


Qui invece è possibile vedere il circasso belloccio che tanto ha affascinato gli altri (le altre?) partecipanti al viaggio.

Pubblicato il 3/2/2011 alle 22.50 nella rubrica Diario.

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