Blog: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it

PICCOLO SFOGO PERSONALE

Con Sigrid Sohn, prima di questo gioiellino, avevo lavorato undici anni fa alla traduzione di un altro gioiello della letteratura yiddish, un romanzo meraviglioso, un capolavoro assoluto. Era stato il nostro primo lavoro insieme e ci avevamo lavorato con una passione immensa. L’avevamo tradotto, rivisto, corretto, revisionato, limato, e ancora rivisto, spremendoci le meningi anche fino alle tre di notte per trovare un aggettivo, un verbo... La cosa di cui ero più orgogliosa erano le poesie: ce ne sono tantissime nel testo, e per ognuna avevo scelto un metro adatto al tipo di contenuto, rispettando rigorosamente rima e ritmo senza tradire di un filo il testo.
La prima casa editrice a cui lo avevamo proposto era stata la Giuntina, naturalmente. Ci è stato risposto che la letteratura yiddish non tira, non interessa, non ha mercato. Abbiamo provato, infaticabilmente, in tutti questi anni, a bussare a tutte le porte: Mondadori, Einaudi, Belforte, Lindau, Adelphi... Sempre, tranne che con Belforte, inviando il cartaceo perché, incredibilmente, è solo così che gli editori leggono. Stampa a spese nostre, spedizione a spese nostre. Sempre ricevendone la stessa risposta: la letteratura yiddish non tira, non interessa, non ha mercato.
Adesso la Giuntina ha pubblicato quel romanzo. Non la nostra traduzione: quella di qualcun altro. La prosa non è male, mi è stato detto da chi lo ha visto, ma le poesie sono lontane anni luce dalle mie.
Comunico ufficialmente quanto segue:
a) d’ora in poi boicotterò selvaggiamente la Giuntina;
b) sto cercando una pannocchia da Guinness dei primati per spaccare il culo al signore e padrone della Giuntina.

P.S.: se qualcuno fosse interessato a leggere il suddetto capolavoro, basta che me lo chieda, e spedisco per email la nostra traduzione, così risparmiate un po’ di soldi.

barbara

Pubblicato il 18/1/2011 alle 22.17 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web