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LIBERTÀ DI ESPRESSIONE VERSUS BLASFEMIA

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è una cosa orrendissima: provocazione, oltraggio, crimine, blasfemia, sacrilegio. Per una cosa così è lecito distruggere, incendiare, devastare, assassinare decine di persone, e naturalmente condannare a morte l’infame autore. Per una cosa così i nostri giornali si riempiono delle sagge riflessioni dei nostri migliori intellettuali che ci spiegano che la libertà di espressione ha il suo limite naturale nel rispetto dell’altrui sensibilità, che la libertà di espressione non può trasformarsi in oltraggio, che la libertà di espressione non può impunemente offendere una religione praticata da oltre un miliardo di persone.

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Quella che vedete qui



è un’opera d’arte. Si chiama Piss Christ, è un crocefisso immerso in un vaso pieno di urina. Urina d’artista, naturalmente. Quest’opera d’arte ha il pieno diritto di essere esposta al pubblico. Quest’opera d’arte è una legittima manifestazione della libertà di espressione. Quest’opera d’arte, al pari di questa Madonna con Bambino



anche lei immersa nel piscio, sempre dello stesso autore (oltre ad altre sublimi nonché immortali opere d’arte sempre del medesimo autore, quali una suora che si masturba ripresa al momento dell’orgasmo, una decrepitissima vecchia che si accinge a fare un pompino a un giovane virgulto - il quale giovane virgulto non appare esattamente squassato da una tempesta ormonale, il che annulla l’unico possibile, teorico, significato/messaggio dell’opera -, una donna nuda che fa una sega a un cavallo eccetera eccetera), merita tutto il nostro rispetto e la proposta, da parte di qualche abominevole intollerante, di censurarla, merita al contrario tutta la nostra riprovazione di persone civili e moderne.
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barbara

Pubblicato il 2/12/2010 alle 16.21 nella rubrica Diario.

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