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IL SUO NOME È KHAN E ALTRI ANIMALI

1. È un film appena uscito, pare, di cui sto continuando a vedere e sentire recensioni da tutte le parti. Il protagonista si chiama appunto Khan, ed è un indiano musulmano – perché, per inciso, nell’India induista di musulmani ce ne possono stare quanti se ne vuole, mentre nel Pakistan musulmano, separatosi dalla patria comune all’incirca al momento dell’indipendenza, di induisti non ce ne possono stare (ricorda qualcosa?) – che va in America. La cosa che ritorna come un mantra in tutte le recensioni è “l’intolleranza antiislamica post-11 settembre”, “il razzismo antiislamico post-11 settembre” di cui il pover Khan è vittima. Ora, il suddetto Khan sarà sicuramente una brava persona, per carità, ma a questi signori recensori nessuno ha mai parlato del razzismo islamico – pre, durante e post 11 settembre - contro tutto ciò che non è islamico, dell’intolleranza islamica - pre, durante e post 11 settembre - contro tutto ciò che non è islamico, che hanno portato, per l’appunto, all’11 settembre e a tutte le altre migliaia di atti di terrorismo islamico con decine di migliaia di morti, dopodiché qualcuno – e sempre troppo pochi, ahimè – ha cominciato ad aprire gli occhi e tentare di mettere in atto qualche misura di difesa?
2. Gianna Nannini ha partorito. Una robettina di un chilo e settanta grammi di peso e dodici centimetri di lunghezza meno di me quando sono nata, proprio una robettina da niente. Partorita dopo una gravidanza resa possibile da un bombardamento di ormoni, dato che la signora, vista l’età, era ovviamente impossibilitata a concepire da sola, anche se adesso raccontano che ha partorito con parto naturale, forse perché almeno una cosa naturale, in tutta questa baraccata, ci fosse. Ma non è per questo che sono qui a scrivere di questo evento che sicuramente non cambierà la vita a nessuno di noi, bensì per una frase che ho trovato nell’articolo del Corriere che dava la notizia: “La primogenita della rocker...” No, cioè, voglio dire, che intenzioni avrebbe la signora?
3. Oggi entrando in sala insegnanti ho trovato il collega di tecnica – quello con la signorina discinta nell’armadietto – che imprecava sgangheratamente: sfogliando il giornale locale aveva trovato la notizia della nomina di un santo protettore del calcio. In realtà adesso andando in google per cercare conferma ho trovato che c’era già, tale san Mauronto, morto una dozzina di secoli fa, ma quello del collega era uno nuovo, con un cognome che suonava come lettone o lituano o qualcosa del genere. Ma la cosa sconvolgente era la foto della statua, il santo in atteggiamento tipo Madonna col Bambino, solo che invece del bambino stringeva amorosamente al petto un pallone.
4. Obama si prende una gomitata giocando a basket e si guadagna un’intera pagina di giornale: Napolitano per ottenere altrettando dovrebbe come minimo farsi tirare sotto da un tir, mi sa.
5. Buon compleanno a chi compie gli anni.

barbara

Pubblicato il 27/11/2010 alle 19.56 nella rubrica Diario.

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