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SE TI BECCO

Il mio armadietto a scuola è grigio. Non perché qualcuno che mi vuole male me lo abbia fatto grigio per dispetto, ma perché gli armadietti sono grigi: è così, è una legge di natura, come l’acqua che a livello del mare a 100° bolle o l’accelerazione di gravità che, sempre a livello del mare, è di 9 metri al secondo per secondo o gli angoli interni di un triangolo che assommano a 180°. Non c’è niente da fare, è così, ti piaccia o no, e devi fartene una ragione. Grigio, di metallo. Grigio dentro e grigio lo sportello. In un corridoio grigio, lungo, con un’unica finestra in fondo, dalla luce frequentemente ridotta a causa dei colleghi che vi si affollano perché è l’unico angolo di tutta la scuola, che sta proprio sotto una montagna, in cui i cellulari riescono a prendere. La collega V, per vivacizzarlo, ci ha messo una sua foto. La collega U l’ha riempito di smiley. Il collega N, che è l’unico della scuola ad essere più vecchio di me e quindi, oltre al bisogno di vivacizzare l’armadietto (e a una moglie leggermente folle che quando ingrassa troppo si mette a dieta e per solidarietà mette a dieta anche il gatto, oltre ovviamente al marito), ha anche una dignità da difendere, ci ha messo una signorina abbondantemente discinta. Io ci ho messo tre foto piene di colori, fra cui questa.



L’ho stampata, plastificata, e infine attaccata allo sportello col nastro biadesivo attaccato dietro.
Chiunque abbia trafficato col nastro biadesivo sa quanto questa cosa sia micidiale. Se cambi idea e decidi di togliere la cosa che avevi attaccato, devi lavorare di unghie peggio di uno scoiattolo che scava il terreno semigelato per nasconderci ghiande e noci. E quindi deve averci lavorato davvero parecchio il/la collega che ha provveduto a farmela trovare, questa mattina, con un angolo interamente staccato e scorticato.
Adesso la foto è di nuovo a posto, con l’angolo riattaccato e protetta da un foglio adesivo. E sotto le tre foto campeggia un messaggio che riempie un intero A4:

Avviso per il/la gentile collega che si diverte a usare le unghie per rovinare le mie cose: se ti becco finisci all’ospedale. E bada che non scherzo.

Perché quell’area della scuola, questo va precisato, non è accessibile agli scolari. Non nel senso che sia semplicemente vietato – cosa che sarebbe del tutto secondaria e ininfluente – ma nel senso che proprio non hanno modo di arrivarci.

barbara

Pubblicato il 23/11/2010 alle 21.32 nella rubrica Diario.

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