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I MUSULMANI SÌ CHE SONO FORTUNATI!

Chi di noi sarebbe in grado di dire su che lato dormiva Gesù? O se Mosè si lavava le mani dopo aver fatto pipì? Chi di noi sa come si soffiava il naso il Buddha? I musulmani, invece, tutte queste cose sul loro Profeta – che la pace sia con lui – e tante altre ancora, le sanno, le studiano a scuola, le imparano a memoria!

"Il Profeta Maometto - che la pace sia con lui - sedeva
sempre per terra. Non c'erano mobili nella sua abitazio­ne, perché diceva che un uomo deve passare attraverso la vita come un viaggiatore, che si ferma a riposare all'om­bra solo per un attimo e poi riparte. Una casa non doveva essere niente di più di un posto in cui poter riposare ed essere protetti dal freddo e dal caldo e dagli animali sel­vatici e che salvaguardasse la pace della vita privata di ognuno.
"Maometto - che la pace sia con lui - era solito riposa­re appoggiato sul suo braccio sinistro. Quando era immerso in pensieri profondi, gli piaceva scavare nel ter­reno con una vanga o un bastoncino, o sedere abbracciandosi le ginocchia. Quando dormiva, lo faceva sul fian­co destro appoggiando il viso sul palmo della mano destra. A volte dormiva sdraiato di schiena, a volte acca­vallava le gambe, ma stando sempre ben accorto che ogni singola parte del suo corpo fosse coperta. Non sopporta­va assolutamente stare a faccia in giù e proibì anche agli altri di mettersi in quella posizione. Non gli piaceva dor­mire in una stanza buia o su un tetto all'aperto. Si lavava sempre prima di coricarsi e recitava preghiere fino a che non si addormentava. Quando dormiva, russava piano. Se gli capitava di svegliarsi nel cuore della notte per urinare, si lavava le mani e il volto prima di tornare a dormire. A letto indossava una veste che gli copriva i fianchi, ma di norma si toglieva la camicia. Dato che all'epoca le case non avevano latrine, il Profeta era solito uscire dalla città e camminare per chilometri così da allontanarsi da ogni sguardo e prediligeva i terreni soffici in modo che gli schizzi non arrivassero sul suo corpo. Era anche molto accurato nello scegliere un luogo riparato alla vista, die­tro una roccia o un'altura. Si faceva sempre il bagno celandosi dietro un tappeto, oppure, se si lavava sotto la pioggia, indossava una veste. Quando si soffiava il naso, si metteva sempre un fazzoletto davanti."
Fazil prosegue leggendo ad alta voce le abitudini ali­mentari del Profeta: "Gli piacevano i datteri, specialmen­te quelli mescolati a latte o panna. Aveva una particolare predilezione per il collo e i fianchi degli animali, ma non si cibava mai di cipolla e aglio perché non sopportava l'a­lito sgradevole. Prima di sedersi a mangiare, si toglieva sempre le scarpe e si lavava le mani. Per toccare le pietan­ze utilizzava sempre la mano destra e si serviva dalla cio­tola solamente dal suo lato, senza mettere mai la mano al centro del piatto di portata. Non usava mai le posate e utilizzava solo tre dita per portare il cibo alla bocca. Rin­graziava Dio per ogni singolo boccone che ingeriva".
E poi: "Quando beveva, non faceva rumore". (Il libraio di Kabul, pp. 226-227)

Su, dai ragazzi, convertiamoci tutti, che avere certezze nella vita è bello! O no?
(E, sempre in tema di Profeta – che la pace sia con lui – e dintorni, vale la pena di leggere anche questo)


barbara

Pubblicato il 15/8/2010 alle 12.30 nella rubrica Diario.

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