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LA CONVERSAZIONE

L'altro giorno tiro su un autostoppista. Era fermo nella notte al crocevia deserto di una città italiana. Aveva il sacco a pelo, i jeans, i capelli raccolti in una crocchia alta e la barba brizzolata. Sembrava un maturo samurai in viaggio in Occidente. Mi vede che torno indietro a prenderlo, sorride. Sale in macchina, ha la voce educata, quasi musicale. Deve essere sui quarantacinque, quarantasei anni. Ha passato la vita traversando da solo l'oceano, anzi, gli oceani, su una sua piccola barca che ora è ancorata al largo della costa colombiana. E' un uomo che ha vissuto da solo, che può stare in silenzio per mesi, che sa navigare, riparare una falla, costruire un comodino, una casa, uno che non si vanta, ma dice quello che ha fatto. Se ora mi parla è perché ne ha voglia. La sua vita è del tutto diversa. E che fai tu? mi domanda a un certo punto, io faccio questo e quello, gli dico, gli dico che sono ebreo e lui mi dice che poco tempo fa ha visto "Il violinista sul tetto" e che era molto divertente. Curioso impatto. Come se in treno conoscessi un cinese e per fare una conversazione distesa gli dicessi che una settimana fa ho visto delle statue di terracotta. Come per la fatale china di qualcosa che rassomiglia a un imbuto, mi dice scuro in volto che però in Israele non va. Gli spiego quello che spiego a tutti da quando sono nato, lui mi dice certo, naturale, poi parliamo subito d'altro. Dopo un po' scende di macchina. E' arrivato. Adesso lui arriverà a casa, e penserà ai casi suoi. Mi ha detto che deve riparare il tetto, e che l'attuale compagna sta litigando con la sua ex moglie. Gli stringo la mano con affetto, vorrei che mi volesse bene, che ci volesse bene, che capisse. Lui si lascia stringere la mano. Capisco che alla conversazione su Israele non penserà più. Io sono ancora in macchina e ci penso, torno a casa, oltrepasso incroci e ci penso, arrivo, vado a letto, e ci penso, mi sveglio la mattina dopo e ci penso, passa una settimana e ve ne parlo. Per gli Ebrei, lo Stato di Israele non è un argomento di conversazione, e non è un argomento di conversazione neanche Il violinista sul tetto. Ogni volta si tratta di vivere o morire.

Il Tizio della Sera



E poiché sta scritto “E tu sceglierai la vita”, io scelgo la vita. Io scelgo Israele (mentre “loro” scelgono la morte …).

barbara

Pubblicato il 22/4/2010 alle 23.24 nella rubrica Diario.

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