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OGGI ANDIAMO PER OSTERIE

Osteria del vescovado

Osteria del grossetano
paraponzi ponzi po
c'è l'emerito un po' strano
paraponzi ponzi po
se gli cascano le uova
son gli ebrei lui ha la prova
taratazum lallero taratazum lallà

Osteria della pasticca
paraponzi ponzi po
il cervello ormai si incricca
paraponzi ponzi po
se non trova il bollitore
è perché uccisero il Signore
taratazum lallero taratazum lallà

Osteria della disdetta
paraponzi ponzi po
questa cosa io non l'ho detta
paraponzi ponzi po
son gli ebrei coi loro media
io mi grattavo su una sedia
taratazum lallero taratazum lallà

Osteria del vecchio andazzo
paraponzi ponzi po
non è che l’ebreo sia pazzo
paraponzi ponzi po
delle volte non è santo
e gli girano anche tanto
taratazum lallero taratazum lallà

Il Tizio della Sera

Beh, lasciate che lo dica chiaro e forte: TIZIO DELLA SERA, TI ADORO! Così come, ma questa è cosa nota da sempre, adoro Ugo Volli; anzi, per essere precisi, lo adoro una volta, due volte, tre volte, quattro volte. E allora, ecco, al Tizio della Sera, a Ugo Volli, a me, in ricordo di quando c’erano le mezze stagioni e i capelli erano neri e la Fiorentina vinceva, e in considerazione del fatto che gli anni passano e i bimbi crescono e le mamme imbiancano e imbiancano ahimè anche i figli e le figlie e magari manca anche un po’ il fiato ma non sfiorisce, ah no, non sfiorisce neanche un po’ l’entusiasmo, ecco, a noi tre, dicevo, voglio fare questa piccola dedica.

barbara

Pubblicato il 15/4/2010 alle 23.47 nella rubrica Diario.

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