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PANE E DINTORNI

La notizia ha fatto scalpore, un paio di settimane fa: ogni giorno, si è scoperto, vengono buttate via spropositate quantità di pane. Cosa di cui davvero non riesco a capacitarmi, per il semplice motivo che non riesco a immaginare una sola ragione per cui il pane vecchio debba essere buttato via. Mi capita, sia pur molto raramente, di dover buttare via il pan carrè, perché quando resta lì troppo tempo fa la muffa. Ma il pane normale? Che cos’ha che non va quando è vecchio? Si può tagliare a dadini e metterlo in una zuppa, si può grattugiare e usarlo per impanare, si può sgranocchiare così com’è, con o senza una spolveratina di sale, quando arriva una improvvisa botta di fame. Io ho un cestino apposta per accogliere il pane avanzato; mi è capitato di mangiarlo anche vecchio di un anno, ed era buonissimo. Poi, in reazione a questa notizia, ho letto delle lettere al giornale. Una diceva, mi ricordo quando, in altri tempi, si teneva l’olio rimasto in fondo al piatto dell’insalata per condirci l’insalata successiva. Beh, io lo faccio sempre, sia perché non sono abbastanza ricca da potermi permettere di buttare via mezzo cucchiaio-un cucchiaio di olio al giorno, sia perché buttare via cibo e affini è cosa che davvero ripugna alla coscienza. Io conservo e riutilizzo l’olio dei vasetti dei sottoli, conservo il fondo di cottura di un arrosto per condirci la pastasciutta, riciclo assolutamente tutto: non divento più ricca, ma ho almeno la coscienza di non prendere a schiaffi la miseria.

                                      

Poi, dato che anche un Ugo Volli, fresco e fragrante di giornata o amorosamente conservato dal giorno prima, esattamente come il pane non va mai buttato, leggetevi l’Ugo Volli dell’altro ieri, quello di ieri e quello di oggi: non ve ne pentirete, ve lo dico io.

                                                

barbara

Pubblicato il 7/2/2010 alle 16.45 nella rubrica Diario.

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