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NATALE

Da qualche anno, finalmente, sto vivendo il Natale che per tutta la vita avevo sognato.
Un Natale in casa da sola.
Un Natale senza vedere una sola faccia.
Un Natale senza udire una sola voce.
Un Natale senza urla.
Un Natale senza bestemmie.
Un Natale senza botte.
Un Natale senza facce stravolte e deformate dall’odio.
Un Natale senza furie omicide da cui cercare scampo.
Un Natale senza insulti studiati per colpire proprio là dove si sa con certezza che penetreranno più a fondo e le ferite non si richiuderanno mai più.

Poi, fra qualche giorno, scenderò a valle per gli ineludibili doveri filiali ma il Natale no, questo Natale di pace sognato e vagheggiato per più di mezzo secolo, questo Natale di pace per più di mezzo secolo creduto utopia, questo Natale di pace no, non me lo lascio scippare da nessuno.
Poi, certo, ai ricordi non si sfugge, le ferite sanguinano ogni volta che cambia il tempo e anche quando non cambia, stanotte non sono andata a letto … Ma di coltellate nuove, per lo meno, non ne arrivano più.

Auguro a tutti coloro che amo un Natale sereno quanto il mio.
Auguro a tutti gli altri di vivere per un giorno tutto ciò che io ho vissuto per oltre mezzo secolo: sarà sicuramente la giusta punizione per tutte le loro nefandezze.

barbara

Pubblicato il 25/12/2009 alle 14.40 nella rubrica Diario.

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