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LETTERINA DI NATALE

«Io non sono sicura se le favole mi piacciono: a casa mia madre me le negava perché ero grande e dovevo aiutarla in casa, e a scuola non c'era tempo perché si dovevano imparare cose più importanti. Avendo questi dubbi, pre­ferisco raccontarvi una storia vera. Voi dovete sapere che in famiglia siamo quattordici: mia madre, mio padre, la nonna, il nonno e dieci figli. Io sono la seconda, ho dodi­ci anni. L'ultima è nata il primo gennaio e grazie a lei quello è stato il primo Natale che abbiamo trascorso in santa pace, senza che mio padre picchiasse mia madre e noi piangessimo e andassimo a nasconderci sotto i letti. Io, veramente, poche volte vado a nascondermi, cerco di stare vicino alla mamma per farle prendere meno calci. Ma ho tanta paura. Adesso sono più abituata, ma la pau­ra l'ho sempre perché mio padre quando si arrabbia fa volare i piatti, i bicchieri e anche le sedie. La mamma mi ha spiegato che è esaurito perché non ha mai avuto un posto fisso. Adesso però ha un lavoro fisso, ma è nervoso lo stesso. Quando la mamma aveva il pancione, invece, non era nervoso: era più buono anche con noi. La mam­ma perciò è contenta di avere figli. Mio padre gli porta la frutta fuori stagione, compra i dolci, la porta al cinema.
A Natale mi ricordo le portò pure i fiori. La mamma li
mise nel vaso in mezzo alla tavola e rideva. È importante allora avere dei figli! A Gesù Bambino chiederò di aver­ne tanti, così non litigherò mai con mio marito.»
(da Prima le donne e i bambini di Elena Gianini Belotti, BUR, pp. 62-63)

barbara

Pubblicato il 24/12/2009 alle 18.33 nella rubrica Diario.

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