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PERCHÉ IL MALE TORNA SEMPRE (2)



Era il titolo di un post che avevo fatto circa due anni fa. Mi è tornato in mente questa mattina, quando ho letto: “C’erano i cani ieri ad Auschwitz”. Il male torna sempre, perché noi non facciamo niente – o, nel migliore dei casi, non facciamo abbastanza – per impedire che ritorni. Il male torna sempre perché che palle, e basta con sto olocausto. Il male torna sempre perché che palle sti ebrei come se avessero sofferto solo loro. Il male torna sempre perché io non sono antisemita, è solo che. Il male torna sempre perché io comunque cosa c’entro? Il male torna sempre perché la potentissima lobby ebraica. Il male torna sempre perché le vittime di ieri sono diventate i carnefici di oggi. Il male torna sempre perché gli ebrei che hanno in mano la finanza e l’informazione. Il male torna sempre perché ...
C’erano i cani ieri ad Auschwitz, e brividi corrono lungo la schiena, perché il male torna sempre, lo sappiamo benissimo che torna sempre. E continuerà a tornare, fino a quando non ci decideremo a far sì che il fatidico mai più smetta di essere un progetto di vita solo per gli ebrei, e per tutti gli altri nient’altro che due parole di cui riempirsi la bocca e farsi belli nel giorno della memoria.


La selezione, disegno di Simon Wiesenthal


Il bagno, disegno di Simon Wiesenthal


Il crematorio, disegno di Simon Wiesenthal

E per dare il nostro piccolo contributo a conoscere il male per far sì che non ritorni, recuperiamo gli arretrati uno, due, tre e quattro.

barbara

Pubblicato il 19/12/2009 alle 23.55 nella rubrica Diario.

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