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CHILOMETRI ZERO

È il must del momento, l’imperativo categorico che si porta nelle ultime stagioni, la raccomandazione in cui ci imbattiamo a ogni angolo di strada: chilometri zero! Che cosa significa? Che dobbiamo comperare non solo frutta e verdura rigorosamente di stagione, ma di ogni sorta di cibi dobbiamo scegliere di acquistare quelli prodotti più vicino a casa nostra, in modo da ridurre il più possibile l’impatto ambientale, riducendo se non addirittura eliminando il trasporto e quindi l’inquinamento eccetera eccetera. Bello. Però il fatto è che il latte prodotto nella centrale che sta a due chilometri da casa mia, con il latte che gli portano i contadini della zona, costa un euro e venticinque al litro. Quello che arriva dall’Austria costa settantaquattro centesimi. Quello che arriva dalla Germania ne costa 65. E la mia domanda è: ma a me chi li rimborsa quei sessanta centesimi di differenza? Perché diavolo dovrei spendere il doppio invece che la metà? Perché dovrei fare gli interessi di tutti meno che i miei? Poi oltretutto uno va a leggere questo, dove ritrova tutto quello che da una vita ha sempre pensato … (E poi, visto che c’è almeno un elemento in comune può sempre andarsi a leggere anche questo)

barbara

Pubblicato il 10/12/2009 alle 23.54 nella rubrica Diario.

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