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NOTA A MARGINE

Da quando è iniziata la cosiddetta emergenza per la cosiddetta micidialissima influenza maiala destinata a far concorrenza alla Spagnola che ha fatto venti milioni di morti, continua a incalzare la raccomandazione: ai primi sintomi restate a casa. Appena cominciate a non sentirvi bene restate a casa. Se avete il sospetto di star covando un’influenza restate a casa, non andate al lavoro, non andate a scuola, cercate di limitare il più possibile la diffusione del virus …
Il fatto è che grazie al decreto antifancazzisti, ogni giorno di assenza per malattia mi costa cinquanta euro di trattenuta per i primi dieci giorni – e dieci giorni coprono l’intera durata di almeno il 90% delle assenze per malattia. E io, con 500 euro in meno nello stipendio, a mangiare tutti i giorni non ci arrivo. Il risultato di tutto questo è che già da una settimana stavo malissimo, ma non avendo la certezza che si trattasse di un inizio di malattia e non invece di un, sia pure forte ed estremamente fastidioso, banale raffreddore accompagnato da mal di gola e aggravato da un’estrema stanchezza, per un’intera settimana ho continuato a trascinarmi a scuola. E a sparpagliare in giro schifezze di ogni sorta. Che sono, sì, di influenza accostumata e morigerata, ma pur sempre di microbi e bestie varie portatrici di malattie si tratta. E come me, per ovvie ragioni, si stanno comportando la quasi totalità dei miei colleghi.
Quindi se alla fine della stagione dovesse risultare che quest’anno è stato effettivamente battuto ogni record precedente nel numero delle persone che si sono ammalate, sappiamo chi dobbiamo ringraziare.

Qui, a parziale consolazione, si parla invece di una buona notizia per l’umanità intera.

barbara

Pubblicato il 1/12/2009 alle 15.55 nella rubrica Diario.

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