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AVVISO AGLI AMICI CHE PASSANO DI QUI

Mi è arrivata una catena di sant’Antonio. Una di quelle classiche, non cambiare neanche una virgola, mandalo a 20 persone entro quattro giorni, uno ci ha riso sopra e suo figlio si è ammalato allora ha cambiato idea e ha fatto l’inoltro e suo figlio è guarito, un altro non l’ha inoltrata e ha perso il lavoro e allora l’ha inoltrata e ha trovato un nuovo lavoro. Eccetera eccetera. Non deve essere tanto brava con la matematica, questa gente, dal momento che dicono che la cosa è iniziata nel 1953 e ha fatto 8 volte il giro del mondo. Perché, facendo la media fra la popolazione iniziale e quella di adesso, diciamo, giusto per semplificare i calcoli, 5 miliardi di persone, otto volte tanto significa che la catena ha colpito 40 miliardi di volte. Ora, facciamoci un momento due conti. Mettiamo che dei 20 riceventi solo 10 facciano l’inoltro - sia per semplificare i conti che per spiegare come mai sulla terra ci siano tante disgrazie – e mettiamo che tutti aspettino l’ultimo momento di quei quattro giorni concessi. Ebbene, dopo quattro giorni dal primo invio il messaggio è arrivato a 10 persone. Dopo 8 giorni a 100. 12 giorni: 1000. 16 giorni: 10.000. 20 giorni: 100.000. 24 giorni: 1.000.000. 28 giorni: 10.000.000. 32 giorni: 100.000.000. 36 giorni: 1 miliardo. 40 giorni: 10 miliardi. 44 giorni: 100 miliardi. 48 giorni: 1000 miliardi. 52 giorni: 10.000 miliardi. 56 giorni: 100.000 miliardi. Alla fine del secondo mese c’erano un milione di miliardi di esseri umani che ricevevano l’ultimo invio (per avere invece il totale delle persone che hanno ricevuto il messaggio, dovete aggiungere al milione di miliardi la somma di tutte le cifre sopra riportate). O, a scelta, ognuno dei circa 5 miliardi di abitanti del pianeta terra in quel momento era intento a ricevere duecentomila messaggi e a reinviarne quattro milioni. Neonati compresi. Persone in coma comprese. Ospiti del cottolengo compresi. Aborigeni dell’Amazzonia compresi. Eccetera eccetera. Passati 56 anni, dubito che tutte le foreste della terra basterebbero a produrre la carta necessaria per scrivere il numero di persone che lo hanno ricevuto. Poi volendo ci sarebbe un’altra cosa che mi lascia un pelino perplessa, e cioè: dice che non si deve minimamente modificare il testo, il che fa supporre che sia rimasto invariato dal 1953 a oggi. E dice anche che la fortuna arriverà per email o via internet, e io mi chiedo: ma nel 1953 c’erano l’email e internet? Ma lasciamo perdere. No, il motivo per cui sto scrivendo questa cosa è che io non l’ho inoltrata, e immediatamente mi sono esplose influenza e bronchite. L’influenza, a dire la verità, non sembra avere caratteristiche porcellesche, ma dato che un sant’Antonio scatenato è capace di provocare mutazioni anche a giochi già iniziati, voglio mettere le mani avanti. Se la situazione dovesse peggiorare e io dovessi scomparire da questi schermi, sapete che cosa dovete fare: UCCIDETE SANT’ANTONIO!

                                               

Nel frattempo, in attesa di decidere se uccidere o no sant’Antonio, andate a leggere l’istruttivissima cartolina di ieri e la saggia cartolina di oggi.

barbara

Pubblicato il 30/11/2009 alle 22.11 nella rubrica Diario.

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