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L’EBREO ISRAEL, L’EBREA NIRENSTEIN

Era stato in un blog notoriamente antisemita che era uscita quella brutta storiaccia in cui era stato additato come “puparo” delle decisioni del ministero della Pubblica Istruzione “l’ebreo Giorgio Israel”. E che un antisemita dica cose antisemite è indubbiamente cosa che può provocare preoccupazione, indignazione, rabbia, sdegno, ma non certo stupore. Ma che dire quando nelle pagine del primo quotidiano italiano un Maurizio Caprara, nel riferirci le reazioni alla candidatura di Massimo D’Alema a ministro degli Esteri nella Ue, ritiene di dover scrivere Fiamma Nirenstein, deputata del «Popolo della libertà» di religione ebraica? Che dire quando lo stesso Giornalista una riga più in là nel riferire sulla posizione, identica a quella di Fiamma Nirenstein, di Margherita Boniver, evidentemente non ebrea, non ritiene necessario precisarne l’appartenenza?
A quando un bel Manifesto in cui finalmente ci si decida a prendere atto, con tutti i crismi della Scienza, che le razze esistono e che fra esse ve ne sono di superiori e di inferiori? A quando un bel Manifesto che permetta anche a noi, che pure poc’anzi non esitavamo a proclamare che Trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà talune dottrine d’oltr’Alpe, fatte da gente che ignorava la scrittura quando Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto (Bari, 6 settembre 1933), di dichiararci francamente razzisti?

(Nel frattempo, in mancanza di meglio, cerchiamo almeno di imitare la saggia Norvegia, come ci insegna lui)

barbara

Pubblicato il 12/11/2009 alle 22.11 nella rubrica Diario.

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