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STORIE DI ORDINARIA INGIUSTIZIA

Molto diversamente, rispetto a quanto descritto nella precedente recensione, vanno le cose per i comuni mortali, per quelli che non hanno santi in paradiso, per quelli privi di colleghi che fabbrichino loro leggi su misura, per quelli che, soprattutto, sono innocenti: capita, allora, che sia sufficiente la parola di un pentito, anche se non suffragata da alcun riscontro, basta un caso di omonimia, anche se con età e indirizzi diversi, basta la vicinanza spaziale tra il luogo della rapina e l’abitazione di una persona a caso e si aprono le porte della galera. Per giorni. O per settimane. O per mesi. O per anni. E non sempre l’innocente dietro le sbarre ha la forza di resistere all’umiliazione, alla vergogna, all’ingiustizia fino all’arrivo del proscioglimento.

Raffaele Genah – Valter Vecellio, Storie di ordinaria ingiustizia, SugarCo



Poi, sempre in tema di giustizia, (o Giustizia, che dir si voglia) - anche se nella prima parte, per una volta tanto, dissento totalmente - lui, che a quanto pare continua a spiarmi dentro il computer per fare cartoline in sintonia coi miei post, e naturalmente
MEMENTO: +41.

barbara

Pubblicato il 11/10/2009 alle 19.0 nella rubrica Diario.

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