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UNA NAZIONE CHE STA PER SCOMPARIRE?

Nell'estate del 1942 la "soluzione finale" degli ebrei voluta da Hitler era già in atto e le informazioni sullo sterminio in corso erano già ampiamente diffuse. A Varsavia era cominciata l'evacuazione del ghetto con il trasporto degli abitanti verso Treblinka e altri campi di sterminio. I polacchi lo sapevano, e a conferma di questo si può citare un articolo pubblicato il 15 agosto 1942 su "Naród", periodico del Partito cristiano democratico del lavoro:

«In questo momento, da dietro le mura del ghetto sentiamo i gemiti e le urla disumani degli ebrei che vengono assassinati. L'astuzia spietata sta cadendo vittima dello spietato potere brutale e nessuna Croce è visibile su questo campo di battaglia, visto che tali scene risalgono a epoche precristiane. Se la cosa continua, non passerà molto tempo prima che Varsavia dica addio al suo ultimo ebreo. Se fosse possibile organizzare un funerale sarebbe interessante vedere la reazione. La bara susciterebbe tristezza, pianto o forse gioia? [...] Per centinaia di anni un'entità aliena, malevola, ha abitato i settori settentrionali della nostra città. Malevola e aliena dal punto di vista dei nostri interessi, così come da quello della nostra psiche e dei nostri cuori. Quindi non assumiamo atteggiamenti falsi come prefiche professioniste ai funerali - siamo seri e sinceri [...]. Compatiamo il singolo ebreo, l'essere umano e, per quanto possibile, se dovesse smarrirsi o tentare di nascondersi gli tenderemo una mano amica. Dobbiamo condannare coloro che lo denunciano. E' nostro dovere esigere che quanti si permettono di sogghignare e schernire mostrino invece dignità e rispetto di fronte alla morte. Ma non ci fingeremo affranti per una nazione che sta per scomparire e che, dopotutto, non è mai stata vicina ai nostri cuori» (Saul Friedländer, Gli anni dello sterminio, p. 536).



La nazione non è scomparsa, anzi si è costituita come Stato d'Israele sulla terra che biblicamente e storicamente le appartiene. Ma continuano ad esserci persone pronte a "compatire il singolo ebreo, l'essere umano" se qualcosa di simile all'Olocausto dovesse ripetersi, ma che non sarebbero per niente "affrante per una nazione che sta per scomparire e che, dopotutto, non è mai stata vicina ai loro cuori". Questo gli ebrei israeliani l'hanno capito, e hanno deciso che piuttosto di essere compatiti mentre li stanno ammazzando e compianti dopo essere morti preferiscono essere odiati mentre sono vivi. L'odio per loro da molte parti aumenterà, ma da alcune parti aumenterà l'amore.
Marcello Cicchese
(Notizie su Israele, 17 settembre 2009)

Qualcuno invece continua ad avere qualche difficoltà a capire che quel “mai più” pronunciato sulle ceneri di Auschwitz, significava esattamente questo: mai più. Come per esempio la Norvegia, come provvede a informarci l’odierna cartolina. Ma niente paura: se hanno difficoltà a capire, prima o poi riceveranno anche loro qualche lezione supplementare di recupero. E nel frattempo
MEMENTO: +37.

barbara

Pubblicato il 7/10/2009 alle 20.59 nella rubrica Diario.

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