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QUANDO CI VUOLE CI VUOLE

E di mettere in vetrina la cartolina odierna di Ugo Volli, oggi ci vuole proprio.

Con gli antisemiti mi diverto pure !

Cari amici, ve lo devo confessare, a me gli antisemiti divertono. Naturalmente non quelli torvi che minacciano e insultano e basta. E nemmeno quelli compunti e politically correct alla maniera del Manifesto o di Richard Goldstone o di quell'orribile diario di Saramago che esce adesso con la prefazione di Eco (mi meraviglio!): essi celebrano le giornate della memoria e deplorano le stragi naziste, si sentono progressisti e virtuosi e provano perfino qualche interesse per gli ebrei morti e la loro cultura, ma insinuano che i nazisti di oggi seguano la bandiera col Maghen David e che dunque per combattere oggi il nazismo bisogne distruggere Israele, magari solo renderlo incapace di difendersi "per il suo bene".
No, non questi antisemiti con la faccia da mal di denti, ma quelli fantasiosi, deliranti, esagerati: loro mi divertono. Quelli che credono davvero ai "Protocolli" e cercano di applicarli oggi. Pensate che bello se avessero ragione, se il Mossad fosse così bravo da avvertire ogni singolo ebreo di New York che ci sarà un attentato e di stare attenti a non andare a lavorare dalle parti delle Twin Towers l'11 settembre 2001; pensate come ognuno di noi dovrebbe trasformarsi in una specie di James Bond supertecnologico e in un efficientissimo burocrate per avere il controllo del mondo - in fondo siamo solo poco più che una dozzina di milioni. Immaginate come saremmo tutti ricchi, se avessero ragione loro, senza bisogno di far fatica da mattina a sera. E nemmeno dovremmo piangere i nostri parenti ammazzati nella Shoà che sarebbe solo un nostro trucco. Una pacchia. Perfino l'Unesco, che gli antisemiti del mondo arabo ora ci attribuiscono dopo che il loro impresentabile candidato è stato bocciato, sarebbe molto migliore se appartenesse davvero a noi invece che agli spenti burocrati che lo guidano... E diciamocelo, mi piacerebbe molto poter alzare il telefono e chiamare chessò, Berlusconi o Obama, o anche solo il rettore dell'Università dove lavoro e dir loro: sono l'agente UV dei Savi di Sion, fate così e non colà e non discutete, tanto comandiamo noi. E' questo che immaginano, no, quelli che parlano di Giorgio Israel come "puparo ebreo" del ministro Gelmini? Lui alza il telefono e le dice: A Maristè, licenziame questi 200 mila e non te dimenticà, promuovi mio cugino, che li freghiamo... Ve lo immaginate?
Perché faccio questo ragionamento un po' infantile e maleducato? Perché ogni tanto mi imbatto in qualcuno di questi discorsi e mi scappa da ridere. Proprio di gusto. Avete presente per esempio quel tale Manuel Zelaya, ex presidente del Honduras che cercava di prorogare il suo mandato a vita in direzione di un regime di stile venezuelano ed è stato abbattuto da un colpo di stato militare, naturalmente contro l'opinione dell'amministrazione Obama che non vuole "esportare la democrazia" fra i nemici dell'America, ma se la democrazia produce nemici di se stessa, li difende fino in fondo? I dittatori grandi e piccini in fondo sono preziosi, perché si possono "engage" in trattative diplomatiche e farci la pace con gran sfoggio di bontà e tolleranza... altro che gli alleati...
Be' forse sapete che questo Zelaya, fuggito al momento del golpe, qualche giorno fa è stato fatto rientrare clandestinamente dai brasiliani (bravo quel Lula amico di tutti...) e ora se ne sta chiuso nella loro ambasciata ad aspettare una sollevazione popolare che non avviene. E però teme per la sua vita, poverello, non perché pensi che i militari possano entrare nell'ambasciata e farlo fuori nella maniera più convenzionale, sparandogli una pistolettata o fucilandolo, ma percepisce un tentativo di omicidio anzi presidenticidio condotto in un modo decisamente più pittoresco. Egli ritiene che vi sia un gruppo di persone che lo stia "torturando", e lo faccia "inondando di radiazioni ad alta frequenza il suo rifugio nell'ambasciata": una specie di gigantesco forno a microonde per arrostirlo... geniale. Chiunque sappia un po' di fisica può valutare il realismo di questo discorso. Ma chi sono i colpevoli di un crimine così tecnologico? Indovinate! Ma certo, sono "mercenari israeliani", agenti dei Savi impegnati a eliminare i bravi honduregni popolari. Solo i mercenari israeliani se la cavano con i libretti di istruzione degli elettrodomestici abbastanza per trasformare un microonde nello strumento di un delitto politico... è la famosa intelligenza ebraica.
Potrei andare avanti per ore, ma mi limito ad ancora un solo esempio. Vi chiedo di rileggere qui un pezzetto dell'interessante articolo di ieri di Federico Steinhaus, che trovate ancora sulla home page di IC, "troppo divertente", imperdibile:
"Lo scorso 11 settembre, nell’ottavo anniversario degli attentati di New York e Washington, il quotidiano governativo siriano Al-Thawra ha pubblicato due articoli, di Munir al-Moussa e Ibrahim Za’ir. La loro tesi è che quegli attentati siano stati opera di una cospirazione americana-ebraica-israeliana, compiuti dal Mossad e dal governo americano per consentire agli Stati Uniti di espandere il proprio dominio. Lo confermerebbe il fatto – così essi affermano - che già il nonno di George Bush senior (il presidente della Guerra del Golfo) l’11 settembre del 1773 aveva dato simili consigli a Beniamino Franklin, ed il presidente Bush (padre) l’11 settembre 1990 aveva presentato (a chi non viene specificato) un suo progetto analogo." Cosa sono due secoli e mezzo per una congiura eterna come quella dei Savi? Purché sia l'undici settembre qualche porcata noi o i nostri amici non manchiamo mai di farla. (E siamo anche assai longevi, noi e i nostri amici. Infatti George Herbert Walker Bush, così si chiama il senior in questione, è nato a Milton, USA, il 12 giugno 1924. Perché suo nonno potesse dar consigli autorevoli a Franklin nel 1773, doveva essere un cinquantenne e dunque essere nato, diciamo verso il 1723, duecento anni prima di suo nipote. In media lui e suo figlio si sono riprodotti intorno ai cent'anni, un po' come l'Abramo biblico... Altro segno dell'interferenza giudaica sulle faccende del mondo).
Cari amici, vi saluto, fra Shabbat e Kippur, invece di commerciare come sempre in cuori e reni di arabi rapiti a scopo di commercio, come hanno rivelato giustamente gli svedesi, vado a occuparmi di procurare un'altra epidemia in Africa, diffondendo quell'influenza suina che abbiamo inventato noi apposta (questo lo dicono i siriani, credo), per conto di una ditta ebraica che produce chiodi per bare e incrementerà così notevolmente il suo fatturato. Statemi bene, mi raccomando.





 

E poi MEMENTO: +26.

barbara

Pubblicato il 26/9/2009 alle 17.57 nella rubrica Diario.

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