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RACCONTO DI ROSH HASHANÀ

Mia zia era una donna semplice. Non era istruita. Sapeva lo Shemà, eppure cantava Mismor LeDavid senza avere idea del significato. Per lei era normale. A un Rosh haShanà del 1971, eravamo al tempio e alla fine le feci gli auguri: “Buon 5732”! Ci abbracciammo, poi lei disse: “5732?... Forse volevi dire buon 1971”! “No zia, volevo dire buon 5732”. “Che cosa? - esclamò - ma lo sa tuo padre che leggi tutta questa fantascienza”? Per fortuna, vicino a noi c’era lo shamash e le spiegò che il 1971 era secondo l’Era Volgare. “Ha ragione - ammise - anche secondo me il 1971 era volgare. Speriamo che il prossimo anno sia meglio. Auguri”! (Il Tizio della Sera)



Ecco, a me è piaciuto un casino, perciò lo regalo anche a voi, rinnovando l’augurio di Shanà tovà. Poi però, pur consapevole che l’atmosfera di festa andrà a farsi benedire, bisogna anche andare a leggere la cartolina di oggi. Sperando ardentemente che il buon Ugo abbia torto, ma temendo fortemente che non l’abbia affatto.

                               

barbara

Pubblicato il 20/9/2009 alle 14.13 nella rubrica Diario.

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