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UNA SCENA DI ODIO FUTILE E RIDICOLA

Cari amici, avrei tanto di cui parlare oggi: la sconfitta momentanea del censore antisemita Hosni che non è passato al primo turno alla direzione dell'Unesco, nonostante il vergognoso appoggio dell'Italia; la rinuncia di Chamberlain Obama alla difesa antimissile nell'Europa dell'Est, che ci lascia indifesi nei confronti dell'Iran (e della Russia); quella povera ragazza islamica sgozzata dal padre a Pordenone per aver amato un italiano e abbandonata anche dopo morta dalla madre; soprattutto il cordoglio per i ragazzi italiani vigliaccamente ammazzati dai terroristi in Afganistan...
Dovrei anche parlarvi di melagrane e di miele, perché questa sera è Rosh Hashanà, il capodanno ebraico - questo però lo faccio, tanti auguri a tutti i nostri lettori, non solo gli ebrei, un anno dolce e tranquillo, un anno senza terrorismo con la liberazione di Shalit e il disarmo iraniano, Shanà Tovà umetukà.
Ma sapete che io ho una passione sopra tutte le altre ed è per le mucche, animali miti e pazienti, non tanto sexy ma amichevoli, di cui ho già deplorato la caccia ad opera dei feroci toreri spagnoli dell'Unifil. Be', devo raccontarvi che per una volta non sono gli uomini dell'Onu a correre in aiuto degli islamici, ma viceversa.



E' accaduto in Malaysia, quando, come vedete qui sopra "a group of Muslim men gathered outside a state mosque and marched to a government office proudly carrying a cow's head as a symbol of protest while chanting the world-famous praise "Allahu akbar." [...] The Muslim group was against the construction of a Hindu temple in their district. "I challenge the state to go on with the temple construction. I guarantee bloodshed and the state will be held responsible. Allahu akbar!" said the group's spokesman. "With a temple in our area, we cannot function properly as Muslims. The temple would disrupt our daily activities," said another." [un gruppo di musulmani si è riunito di fronte alla moschea dello Stato e ha fatto un corteo fino all'ufficio del governo portando orgogliosamente una testa di mucca come simbolo della protesta e scandendo lo slogan "Allahu akbar." Il gruppo musulmano protestava per la costruzione di un tempio induista nel loro distretto: "Sfido lo stato a proseguire con la costruzione," ha detto il portavoce del gruppo. "Garantisco un bagno di sangue e lo stato ne sarà responsabile." Ha spiegato un altro "Con un tempio nella nostra area, non possiamo agire regolarmente come musulmani. Il tempio disturberebbe le nostre attività quotidiane"].
Non vi parlo qui di tolleranza o di democrazia, sarebbe inutile. Una cultura che sostanzialmente approva – così dicono i giornali – omicidi "d'onore" come quello di Pordenone e nei mesi scorsi tanti altri, non conosce il significato delle parole. Né discuto qui il rapporto dell'Islam con gli animali. Sapete che in Iran, fra le molte persecuzioni subite dalla comunità Baha'i una delle minori, ma sicuramente significativa sul piano simbolico vi è l'uccisione sistematica e spesso crudelmente realizzata dei loro cani, animali che i pacifici Baha'i amano come gli europei e che gli islamici detestano come i maiali, le scimmie... e gli ebrei. Voglio solo dirvi: guardate questa testa di un povero animale utile e mansueto portato in giro per schernire quelli che pensano che sia un simbolo della divinità: una scena di odio così futile e ridicola, che non si può sottrarsi all'impressione di una caricatura. Anche a prescindere dal grande terrorismo e dagli omicidi familiari, è questo spirito che ci stiamo portando in casa. Difeso da quelli che si proclamano "progressisti" e "di sinistra".
Ugo Volli

E naturalmente, oltre a condividere, come al solito, anche le virgole, mi associo a Ugo Volli anche nell’augurare a tutti i visitatori un cordialissimo Shanà tovà umetukà.

 

barbara

Pubblicato il 18/9/2009 alle 16.5 nella rubrica Diario.

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