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MA COME, A GAZA NON SI MORIVA DI FAME?

"Gaza, prigione a cielo aperto". "Apartheid Gaza". Quanti titoli di questo tipo abbiamo letto sui giornali di mezzo mondo? Ma non ci avevano detto che Israele con le sue politiche repressive aveva ridotto la Striscia di Gaza alla fame? E poi quanta carta è stata consumata per i poveri palestinesi, oppressi dall'occupazione sionista, e costretti a contrabbandare formaggi e verdure attraverso i tunnel sotterranei. Si arrivava perfino a giustificare i razzi Katiuscia, che senza sosta colpiscono la città israeliana di Ashkelon da anni, con la "resistenza" armata figlia della pancia vuota.
Eppure a guardare queste foto non si ha proprio l'impressione di trovarsi nella Soweto negli anni più bui della discriminazione dei bianchi cattivi. Ma allora perché le varie ONG come "Free Gaza" vanno in giro a chiedere soldi per aiutare i martiri della Striscia? E chissà quanti, a leggere i loro allarmati appelli, si sono commossi a tal punto da aprire generosamente il portafoglio. La tragedia è in mezzo a noi, questo il loro mantra: "La situazione è tremenda specialmente a Gaza, dove Israele ha imposto un brutale assedio che sta privando un milione e mezzo di palestinesi del cibo di base, di medicine e della libertà che diamo per garantita".
Viene allora da chiedersi quale fine facciano i fiumi di denaro che inondano, quelli sì, i conti correnti dei vari boss palestinesi. Qualcuno dirà: queste foto sono manipolate dalla propaganda israeliana, pronta a far credere al mondo che Gaza è un paradiso! Eh no cari pacifinti, riponete pure le vostre bandiere arcobaleno nell'armadio. Anzi no, tenetele srotolate perché quando servono veramente non si sono mai viste.
Queste immagini provengono direttamente dal sito web di Palestine Today, un network di notizie locali di Gaza City, il cui obiettivo, cito alla lettera, è “svelare il volto orrendo dell'occupazione israeliana”!
Volto orrendo? Gli scatti che testimoniano l'atmosfera che si respira nei villaggi in occasione del Ramadan sembrerebbero suggerire altro. Mercanzie di ogni tipo, gente festosa che fa acquisti, buste della spesa, certo una bella differenza con le descrizioni stile Biafra dei vari mass media.
Sempre dal Palestine Today: "il nostro obiettivo è quello di fornire informazioni e conoscenza sul terrorismo di Israele contro il popolo Palestinese". Be' certo è proprio a questo che si pensa quando si osservano le istantanee prese dalle spiagge di Gaza. C'è chi prende il sole, chi fa surf, chi gioca nell'acqua, chi si fa un giro in motoscafo. A proposito, ma la benzina non scarseggiava?
Quello che sorprende di più non è tanto l'ottusità di una larga parte dell'opinione pubblica, abituata a bersi senza nessun senso critico le bufale sui palestinesi che da anni vengono propinate al mondo intero, quanto lo scarso pudore che gli stessi organi di informazione dimostrano nel diffondere la loro "verità".
Un esempio lo offre lo stesso sito web di Palestine Today: i due reportage fotografici citati compaiono nella sezione in arabo del sito, ma basta cliccare la versione inglese e, come per magia, gli scenari idilliaci e bucolici si trasformano in immagini di sofferenza, martirio, rovine e sensazionalismo. Una svista del traduttore? No di certo. C’è sempre stata in quel mondo una fondamentale differenza tra quello che viene detto in inglese e quello che si afferma in arabo.
Purtroppo questo, l’Occidente, sembra non averlo proprio capito.
Filippo Lobina, 27/08/09, qui

(No, non l’ho rubato a lei, lo abbiamo solo ripreso dalla stessa fonte, e poiché melius abundare quam deficere, soprattutto in un campo in cui le deficienze sono già tanto cospicue, lo mettiamo tutte e due. Comunque se c’è ancora qualcuno che non la frequenta, ci vada subito, che c’è sempre roba buona da lei)
E ancora una volta non ho niente da aggiungere tranne l’invito, dopo che avrete in religioso raccoglimento contemplato le drammatiche testimonianze fotografiche della fame a Gaza, della catastrofe umanitaria a Gaza, delle tragiche conseguenze dell’embargo imposto dall’infame occupante sionista a Gaza, del genocidio che si sta perpetrando contro il popolo palestinese, dell’olocausto che si sta consumando contro il popolo palestinese sotto i nostri occhi colpevolmente indifferenti, l’invito, dicevo di completare il lavoro di informazione andando a leggere anche lui.


Mese sacro del Ramadan, atmosfera nelle città e villaggi nella Striscia di Gaza
Dal sito web: http://www.paltoday.com/arabic/News-55720.html, dove troverete altre bellissime foto, pubblicate il 21/08/09 






















Gli abitanti di Gaza, nonostante il blocco, si divertono in spiaggia
Dal sito web: http://www.paltoday.com/arabic/News-49213.html, dove troverete molte altre bellissime foto, pubblicate il 13/06/09











barbara

Pubblicato il 28/8/2009 alle 15.36 nella rubrica Diario.

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