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PUNTO DI VISTA TEDESCO SULL’ISLAM

Di Emanuel Tanay, psichiatra noto e rispettato

05/06/09 www.nuitdorient.com

Un amico tedesco appartiene a una famiglia aristocratica, che prima della seconda guerra mondiale possedeva numerose fabbriche e grandi proprietà. Quando gli si chiedeva quanti tedeschi fossero dei veri nazisti, rispondeva: “Pochi erano dei veri nazisti, ma molti erano felici che la Germania avesse riacquistato l’antico orgoglio, e molti di più erano troppo occupati per darsene cura. Io ero tra coloro che pensavano che i nazisti fossero una manica di pazzi. Così la maggioranza si è semplicemente seduta e ha lasciato che le cose accadessero. Così, prima che ce ne rendessimo conto, si sono impadroniti di noi, e abbiamo perso il controllo, ed è arrivata la fine del mondo. La mia famiglia ha perso tutto, io sono finito in un campo di concentramento e gli alleati hanno distrutto le nostre fabbriche”.
“Esperti” e “specialisti” continuano a ripeterci che l’islam è una religione di pace, che la grande maggioranza dei musulmani non vuole altro che vivere in pace. Sebbene questa affermazione possa indubbiamente essere vera, è del tutto irrilevante. È fuffa insensata, intesa a farci sentire meglio e a ridimensionare lo spettro dei fanatici scatenati in tutto il globo in nome dell’islam.
Il fatto è che sono i fanatici a dominare l’islam in questo momento.
Sono i fanatici che marciano.
Sono i fanatici i responsabili di ognuna delle 50 guerre che si combattono in tutto il mondo.
Sono i fanatici che assassinano sistematicamente i cristiani o i gruppi tribali attraverso tutta l’Africa e stanno gradualmente invadendo l’intero continente con la loro onda islamica.
Sono i fanatici che bombardano, decapitano, assassinano, compiono i delitti d’onore.
Sono i fanatici che si impadroniscono delle moschee, una dopo l’altra.
Sono i fanatici che zelantemente diffondono l’uso di lapidare e impiccare donne stuprate e omosessuali.
Sono i fanatici che insegnano ai loro figli a uccidere e a diventare terroristi suicidi.
La dura realtà che possiamo verificare è che la maggioranza pacifica, la “maggioranza silenziosa”, è intimidita ed emarginata.
La Russia comunista era composta di russi che volevano solo vivere in pace, e tuttavia i comunisti russi furono responsabili dell’uccisione di circa 20 milioni di persone. La maggioranza pacifica era irrilevante.
L’enorme popolazione della Cina era altrettanto pacifica, ma i comunisti cinesi sono riusciti a uccidere l’incredibile numero di 70 milioni di persone.
Prima della seconda guerra mondiale il giapponese medio non era un sadico guerrafondaio. E tuttavia il Giappone nel suo percorso attraverso il Sudest asiatico ha ucciso e massacrato in un’orgia di assassinio che ha incluso l’uccisione sistematica di 12 milioni di civili cinesi, la maggior parte uccisi con spade, pale e baionette.
E chi può dimenticare il Ruanda, finito in un mattatoio. Non si potrebbe dire che la maggioranza dei ruandesi erano “amanti della pace”?
Le lezioni della storia sono spesso incredibilmente semplici e dirette. Ciononostante ai nostri “ragionatori” manchiamo spesso di opporre il punto più semplice e basilare: i musulmani amanti della pace, col loro silenzio si sono resi irrilevanti. I musulmani amanti della pace diventeranno i nostri nemici se non si decideranno a farsi sentire, perché come il mio amico tedesco, un giorno si sveglieranno e troveranno che i fanatici avranno preso possesso di loro, e la fine del mondo sarà cominciata.
Gli amanti della pace tedeschi, giapponesi, cinesi, russi, ruandesi, serbi, afghani, iracheni, palestinesi, somali, nigeriani, algerini e tanti altri sono morti perché la maggioranza pacifica non si è fatta sentire fino a quando non è stato troppo tardi.
Quanto a noi che stiamo a guardare ciò che succede, dobbiamo prestare attenzione all’unico gruppo che conta: i fanatici che minacciano il nostro stile di vita.
Infine, chiunque dubiti della serietà della faccenda e cancelli questo messaggio senza inoltrarlo, sta contribuendo a quella passività che permette al problema di espandersi. E dunque, fate un piccolo sforzo e mandatelo avanti e avanti e avanti! Speriamo che migliaia di persone, in tutto il mondo, lo leggano e riflettano e a loro volta lo mandino avanti – prima che sia troppo tardi. (traduzione mia)

Che la storia non appresa è destinata a ripetersi lo sappiamo tutti, vero? E tuttavia continuiamo a fare finta di non saperlo. O a fare finta che non sia vero. O a fare finta di essere più furbi di quelli che ci hanno preceduti e che noi no, noi non finiremo inchiappettati come loro. E invece sì che ci inchiappetteranno, eccome se lo faranno, se continueremo a restare a novanta gradi ad aspettare l’onda.
Di argomento se non identico almeno affine si occupa anche oggi Ugo Volli nell’odierna cartolina.


barbara

Pubblicato il 26/6/2009 alle 17.4 nella rubrica Diario.

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