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NON SOLO ONU

Nel 2007 fra i candidati al Nobel per la pace c’era Irena Sendler, polacca novantasettenne, che durante la guerra, rischiando ad ogni momento la vita, salvò almeno 2500 bambini ebrei. Poi alla fine il Nobel per la pace fu assegnato ad Al Gore (niente di personale, sia ben chiaro, contro Al Gore e meno che mai contro il suo lodevole impegno per l’ambiente, ma per lui, allora non ancora cinquantenne, magari un’altra occasione ci sarebbe potuta essere e, soprattutto, a voler fare un confronto spassionato fra i due …).
A livello mondiale, evidentemente, nei circoli che contano, nelle organizzazioni che decidono, gli ebrei sono tanto tanto tanto amati … da morti. Piacciono tanto tanto tanto quelle belle celebrazioni, quelle belle cerimonie, quelle belle commemorazioni, quei bei mausolei – magari da sfregiare ogni tanto con una bella svastica, quei bei musei in cui andare a spremere una commossa e riverente lacrimuccia. Piacciono decisamente di meno gli ebrei vivi, così fastidiosamente testardi nella determinazione a restare vivi, così spiacevolmente ostinati nella convinzione di avere il diritto di difendersi, così sgradevolmente – e irrimediabilmente – ebrei.
Avere contribuito a lasciarne vivi un po’ di più non è, evidentemente, gran titolo di merito.
(e leggiti anche questo, che qui ci sta proprio bene)

                              

barbara

Pubblicato il 17/6/2009 alle 20.51 nella rubrica Diario.

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