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SAGGEZZA

Quando rientrai in casa, la stanza dalla quale ero uscito si presentava pressoché vuota. C'era solo un signore molto an­ziano - forse c'era stato anche prima, silenzioso e senza dare nell'occhio - probabilmente un nonno; sembrava uno di quei vecchi ebrei dipinti da Rembrandt, aveva una barbetta rada e appuntita, il volto pieno di rughe, era seduto in poltrona e fu­mava tranquillo la sua pipa, con aria visibilmente meditabon­da. Gli altri dovevano essersi trasferiti in un punto diverso del­la vasta casa. Stavo per chiedere di loro, ma il vecchio mi pre­cedette e mi rivolse la parola, fissandomi con i piccoli occhi chiari e profondi.
«Lei non è ebreo, vero?» domandò. E quando gli ebbi spie­gato che avevo solo accompagnato un amico ebreo, disse in to­no molto autorevole: «È bello che Lei stia dalla parte del Suo amico!». Mi sentii imbarazzato e balbettai qualcosa, ma provai un vero sconcerto quando lui proseguì: «Un atteggiamento saggio, il Suo. Lo capisce?».
Sembrava godere del mio imbarazzo, aspirò meticolosa­mente il fumo della pipa e con voce vecchia e rugginosa ma piena di forza proclamò: «Gli ebrei supereranno tutto questo. Lei non crede? Non abbia timore, lo supereranno. Già altri sono venuti, che avrebbero voluto sterminarli. Ma gli ebrei hanno superato tutto. Supereranno anche questo. E poi ricorderanno. Lei conosce Nabucodonosor?».
«Il Nabucodonosor della Bibbia?» chiesi incredulo.
«Proprio lui», disse il nonno guardandomi con i piccoli oc­chi chiari nei quali lampeggiava una scintilla di ironia. «Vole­va sterminare gli ebrei, ed era un uomo più grande del vostro Hitler, e il suo regno era un regno più grande del Reich te­desco. E allora gli ebrei erano più giovani, più giovani e più deboli, avevano poca storia alle loro spalle. E lui era un grand'uomo, il re Nabucodonosor, un uomo saggio e un uo­mo crudele.» Parlava lentamente, come se stesse predicando, si compiaceva del suo discorso, tra una parola e l'altra aspira­va il fumo della pipa a lungo e con insistenza. Io lo ascoltavo cortesemente.
«Eppure non c'è riuscito, il re Nabucodonosor», proseguì. «Con tutta la sua grandezza e tutta la sua saggezza e tutta la sua crudeltà non c'è riuscito. Ed è così dimenticato che se lo nomino Lei sorride. Solo gli ebrei si ricordano ancora di lui. E loro sono ancora qui e vivono; sono ancora vivi e vegeti. Adesso arriva il signor Hitler e di nuovo vuole sterminarli. Be', non ci riuscirà il signor Hitler, nemmeno lui. Non mi crede?».
«Spero che Lei abbia ragione», dissi sommessamente.
«Voglio rivelarLe qualcosa», disse. «Un piccolo stratagem­ma, uno stratagemma di Dio, se vuole. Tutti gli uomini che perseguitano gli ebrei hanno sfortuna. Perché mai è così? Io lo so? No, non lo so. È così.»
Mentre nella mia testa cercavo esempi e controprove tratti dalla storia, lui proseguì: «Guardi il re Nabucodonosor. Era un grande, nella sua epoca, un re dei re, un uomo veramente grande. Ma da vecchio impazzì, girava carponi sui prati come una mucca e brucava erba: con i denti, come una mucca». Si interruppe e buttò fuori il fumo, poi sul suo volto apparve un sottile sorriso, un sorriso di intimo piacere che gli accese ne­gli occhi molte luci, come se un'idea tanto divertente quanto gradevole lo riscaldasse dall'interno. «Forse», disse, «forse un giorno anche il signor Hitler girerà carponi per i prati e bru­cherà erba come una mucca. Lei è giovane, forse farà in tem­po a vederlo. Io no.» E d'improvviso cominciò a ridere dav­vero senza più trattenersi, una risata silenziosa lo scosse sem­pre più, finché inghiottì il fumo e prese a tossire.
Sebastian Haffner, Storia di un tedesco, Garzanti

Capito, amico Hussein Obama? Fare la riverenzina di fronte al tuo re non ti servirà.
Capito, amico Cremonesi? Leccare il posteriore ai terroristi non ti servirà.
Capito amici antiimperialisti e feccia varia mista? Vendervi alla lobby del petrolio non vi servirà.
Finirete tutti carponi sui prati a brucare erba come mucche. Non avete scampo: la storia è contro di voi.


barbara

Pubblicato il 3/6/2009 alle 21.44 nella rubrica Diario.

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