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CARO PAPA, PERMETTE DUE PAROLE?

Vorrei commentare alcune delle affermazioni fatte da Sua Santità nel discorso di congedo all’aeroporto Ben Gurion, alla conclusione della sua visita in Israele, Giordania e Territori contesi (testo integrale qui). Tralascerò le chiacchiere e, come mia consuetudine, commenterò tra le righe i passaggi salienti.

Ho intrattenuto conversazioni feconde con le autorità civili sia in Israele sia nei Territori Palestinesi, e ho assistito ai grandi sforzi che entrambi i governi compiono per garantire il benessere del popolo.
È noto infatti che spendere miliardi di dollari per acquistare armi ed esplosivi e addestrare terroristi è la cosa migliore che un’autorità civile possa fare per garantire il benessere del popolo. È noto infatti che istituire campi estivi per bambini da indottrinare all’odio anti israeliano e antiebraico e addestrarli all’uso delle armi è la cosa migliore che un’autorità civile possa fare per garantire il benessere del popolo. È noto infatti che produrre libri che insegnano che “l’entità sionista” è solo provvisoria e sarà presto distrutta è la cosa migliore che un’autorità civile possa fare per garantire il benessere del popolo. È noto infatti che organizzare programmi televisivi per i più piccoli per istigarli al terrorismo suicida è la cosa migliore che un’autorità civile possa fare per garantire il benessere del popolo. È noto infatti che mantenere la gente nei campi profughi anziché usare i miliardi di dollari ricevuti dalla comunità internazionale per dare loro una sistemazione decente è la cosa migliore che un’autorità civile possa fare per garantire il benessere del popolo. È noto infatti che rifiutare sistematicamente e categoricamente ogni possibilità di pace e di nascita di un proprio stato è la cosa migliore che un’autorità civile possa fare per garantire il benessere del popolo. I nostri complimenti per avere così prontamente afferrato il concetto, Santità.

Ho incontrato responsabili della Chiesa cattolica in Terra Santa, e ho provato gioia nel vedere il modo in cui operano insieme per accudire il gregge del Signore.
Tacendo sulla sistematica persecuzione da parte dell’autorità islamica, lasciando che il gregge venga decimato e non perdendo occasione per latrare contro Israele.

Ci incontriamo [cristiani ed ebrei, n.d.b] come fratelli, che, a volte, nella corso della nostra storia, hanno avuto un rapporto teso, ma che ora sono fermamente impegnati a edificare ponti di amicizia duratura.
Secoli di persecuzioni di una parte contro l’altra si chiamano “rapporto teso”? Roghi di libri e costruzione di ghetti sempre della stessa parte contro l’altra si chiamano “rapporto teso”? Bolle e interdizioni e roghi e massacri sempre della stessa parte contro l’altra si chiamano “rapporto teso”? Santità, esprimersi diplomaticamente non dovrebbe necessariamente significare falsificare la storia!

Quegli incontri profondamente commoventi mi hanno ricordato la visita di tre anni fa al campo di sterminio di Auschwitz, dove così tanti ebrei, madri, padri, mariti, mogli, fratelli, sorelle, amici, furono brutalmente uccisi sotto un regime senza Dio che diffondeva un’ ideologia di antisemitismo e di odio.
Mai sentito “Gott mit uns”, Santità? E che cosa mi dice di tutti i francescani che nei secoli del medioevo e del rinascimento giravano l’Europa scatenando pogrom a non finire? Che mi dice di Monsignor Aloisius Stepinac, arcivescovo di Zagabria santificato dal Suo predecessore, che benediceva le armi con cui gli ustascia andavano a far strage di serbi e di ebrei? Che mi dice di quei trecento francescani che con quelle stesse armi andavano personalmente nei campi di sterminio croati ad ammazzare serbi ed ebrei?

Nessun amico degli israeliani e dei palestinesi può far a meno di notare con tristezza la costante tensione fra i vostri due popoli. Nessun amico può far a meno di piangere per la sofferenza e la perdita di vite che entrambi i popoli hanno subito negli ultimi sei decenni.
Sempre prudente equivicinanza, eh? Si condanna e si deplora la sofferenza di entrambe le parti, come se le cause fossero equamente distribuite, come se non ci fosse una parte che attacca e una che si difende, come se non ci fosse uno stato che cerca disperatamente di continuare ad esistere e un’altra cosa che non aspira a diventare a sua volta stato bensì unicamente a distruggere l’altro, come se non ci fosse una parte che tenta di risparmiare il più possibile i civili e un’altra che sempre e solo i civili, meglio se donne e bambini, cerca selettivamente di colpire. E che dire poi di quel riferimento agli “ultimi sei decenni”? Che dire della cancellazione pura e semplice di decenni di massacri di ebrei da parte degli arabi in quella zona PRIMA di questi ultimi sei decenni?

Mi permetta di fare questo appello a tutte le persone di queste terre: Mai più spargimento di sangue! Mai più combattimenti! Mai più terrorismo! Mai più guerre! Al contrario, facciamo in modo di spezzare il circolo vizioso della violenza!
E finiamola una buona volta con questo osceno mantra del circolo vizioso della violenza! Finiamola con questa infame menzogna! Finiamola con questa vergognosa mistificazione dei fatti! Qui non c’è nessun circolo vizioso di violenza, ma unicamente una parte che attacca – con o senza pretesti – e una che si difende, nient’altro che questo.

Sia ugualmente riconosciuto che il popolo Palestinese ha il diritto a una patria indipendente e sovrana, a vivere con dignità e a viaggiare liberamente!
Santità, ma questo non lo deve andare a dire in Israele: questo lo deve dire unicamente a chi da oltre settant’anni si sta battendo con tutte le proprie forze contro la nascita di uno stato palestinese, ossia ai palestinesi e a tutti gli stati arabi.

Fate in modo che la soluzione dei due-stati divenga una realtà, non rimanga un sogno!
E anche questo, Santità, lo deve dire unicamente alle autorità palestinesi, che della soluzione due-stati non ne vogliono proprio sapere!

Durante la mia visita in queste terre una delle immagini più tristi per me è stata quella del muro.
Triste che gli ebrei trovino il modo di difendersi dall’annientamento, eh Santità?

Passando accanto ad esso, ho pregato per un futuro in cui i popoli della Terra Santa possano vivere insieme in pace e in armonia senza la necessità di tali strumenti di sicurezza e di separazione, ma anzi rispettandosi reciprocamente, avendo fiducia l’uno nell’altro e rinunciando a tutte le forme di violenza e di aggressione.
E, dica, Santità, perché non ha pregato PRIMA? Perché non le è venuto in mente di lanciare appelli quando dall’altra parte di quel muro ogni giorno arrivava un terrorista a far strage di ebrei? Perché non è intervenuto quando ogni giorno in Israele saltava un autobus ad opera di quelli che, non essendoci il muro, entravano liberamente con i loro strumenti di morte? Perché non ha fatto sentire la sua voce quando a soffrire era solo la parte di qua del muro? Due sole parole, Santità, per concludere questo mio commento: si vergogni.



barbara

Pubblicato il 17/5/2009 alle 15.21 nella rubrica Diario.

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