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SBARELLARE

È ciò che capita a molti quando si trovano a parlare di Israele, o di qualcosa che, direttamente o indirettamente, ha a che fare con Israele. Franco Venturini è uno di quelli a cui capita particolarmente spesso. Così succede che sul Corriere di ieri parli della questione arabo-israeliana come della più intricata e insanguinata delle controversie mondiali. E uno si chiede: ma questo signore che di mestiere fa il giornalista, ossia uno che in teoria sarebbe pagato per informare, ha mai sentito parlare – così, tanto per dirne una - di Darfur, centinaia di migliaia di morti, milioni di profughi, un numero infinito di villaggi distrutti e di stupri? Ha mai sentito parlare – così, tanto per dirne un’altra - di Ruanda, un milione di morti in tre mesi? Ha mai sentito parlare di Congo, CINQUE MILIONI DI MORTI? Ha mai sentito parlare di una cosa che va sotto il nome di “Settembre Nero”, in cui re Hussein buonanima ha fatto fuori in un mese più palestinesi di quanti gli israeliani ne abbiano ammazzati in sessant’anni?
Poi, naturalmente, il Nostro non può farsi mancare tutta la sequela dei più beceri mantra della propaganda anti israeliana: il nuovo governo israeliano ultra-nazionalista e fortemente di destra, il capofila dei «falchi» nei panni di ministro degli Esteri, il che rende evidente che le conoscenze del signor Venturini in fatto di politica israeliana e in merito ad Avigdor Lieberman sono pari a zero, ma il sapere di che cosa si sta parlando, quando si parla di Israele, è noto che è un mero optional, cosa che l’ineffabile Venturini dimostra ulteriormente affermando temerariamente che Israele avrebbe sempre escluso la possibilità della nascita di uno stato palestinese. Ma l’apice della sua grandezza il Nostro la raggiunge in finale di articolo, quando spiega che occorre che Israele riduca gli insediamenti invece di espanderli e valuti favorevolmente le proposte contenute nel piano della Lega Araba. Ora, poiché non ho motivo di supporre che il signor Venturini sia proprio proprio proprio ritardato e analfabeta al punto da ignorare ciò che è accaduto dopo il ritiro dal Libano nel 2000 e quello da Gaza nel 2005, la conclusione può essere una sola: vai, caro Venturini, vai, che Hitler è vivo e lotta insieme a te!

(In attesa che Honest Reporting Italia, ancora bloccato per problemi tecnici, possa ripartire, intanto accontentatevi di questo)

barbara

Pubblicato il 7/5/2009 alle 16.13 nella rubrica Diario.

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